Sos erosione, così a Baratti la costa si sgretola: l’ultima frana e quel progetto ancora incompiuto
L’episodio vicino alla chiesa di San Cerbone, l’opposizione va all’attacco: «Bisogna intervenire urgentemente o si rischia davvero il peggio...»
PIOMBINO. Continua l’erosione della costa di Baratti. A perdere pezzi, letteralmente, qualche giorno fa è stato il tratto di strada che si trova poco prima della chiesina di San Cerbone. Ma la frana è solo l’ultimo episodio di un cambiamento climatico che sempre più schiaccia i territori costieri. Solo negli ultimi vent’anni, in alcuni tratti della costa di Baratti si sono persi 20 metri di profondità. A chiedere la messa in sicurezza del territorio ora sono il Partito Democratico e Piombino domani, con un ordine del giorno che le forze politiche presentano stamani in consiglio comunale.
La storia
Lo sgretolamento della costa di Baratti non è un fatto nuovo. Già nel 2003 la Regione Toscana stanzia 2, 5 milioni di euro per un maxi intervento contro l’erosione di Baratti. Il progetto prevede la sistemazione di barriere sottomarine in grado di chiudere i due canali scavati dalla corrente nel golfo, oltre che un ripascimento di 50mila metri cubi, che nel progetto definitivo si riducono a 10mila metri cubi di sabbia cava. Nel 2010 il piano ottiene il parere positivo sulla valutazione di impatto ambientale.
E nel 2012, si spendono più di 500mila euro per un intervento di somma urgenza per evitare che il mare danneggi in modo irreparabile proprio la chiesina di San Cerbone, attraverso i famosi “sacconi”. Intervento che si è ripetuto nel 2014. È nel 2015 che la Regione trasferisce nelle mani del Comune di Piombino il progetto, quello del 2003, affinché venga attuato. Ma, ad oggi, manca ancora l’approvazione del progetto esecutivo, che spetta all’amministrazione comunale.
L’ordine del giorno
«L’erosione a Baratti avanza, bisogna intervenire urgentemente o si rischia davvero il peggio». Questo chiedono i gruppi consiliari del Pd e di Piombino Domani. «A inizio gennaio abbiamo effettuato un sopralluogo nei pressi della chiesina San Cerbone, constatando come il cedimento del terreno sia arrivato a pochissima distanza dalla carreggiata, mettendo a rischio la sicurezza di cittadini, lavoratori, visitatori e mezzi di soccorso», spiega l’opposizione.
Già circa un anno fa Piombino domani aveva presentato una mozione per porre il problema degli interventi per fermare l’erosione a Baratti. Atto respinto dalla maggioranza, «che in quell’occasione prese comunque l’impegno ad occuparsi della questione – dice Martina Pietrelli, consigliera dem – . Dopo un anno nessuno intervento è stato messo in campo». «La Regione Toscana nel 2019 ha stanziato 1.639.500 euro dedicati agli interventi di difesa della costa nel Golfo di Baratti – dichiarano i consiglieri –. Il Comune di Piombino è individuato come soggetto attuatore dell’intervento e deve fare il progetto per intervenire sulla situazione sempre più grave. Non si capisce dopo sette anni di amministrazione, cos’altro aspetti Ferrari per fare quello che gli compete». Il documento delle forze di minoranza sollecita l’amministrazione comunale non solo a mettere con urgenza in sicurezza la strada del Golfo di Baratti, ma anche a redigere il progetto di difesa dell’arenile dall’erosione, già finanziato da Regione Toscana coinvolgendo attivamente le attività sportive, ricreative e produttive operanti nel golfo.
Parla l’assessore
Risponde alla minoranza l’assessore ai Lavori pubblici Marco Vita. L’erosione avvenuta poco prima della chiesina di San Cerbone «non è certo sfuggita all’attenzione dell’amministrazione – afferma Vita –. La situazione è stata presa in carico ed è costantemente monitorata, mentre sono in corso le valutazioni tecniche e la pianificazione di un intervento risolutivo, compatibile con la complessità ambientale e paesaggistica dell’area». Nell’ambito della riorganizzazione dell’area, «si è inoltre proceduto allo spostamento del food truck, per una gestione più ordinata degli spazi e una maggiore coerenza con il contesto ambientale». Per Baratti, Vita poi rivendica di aver messo in atto «una lunga serie di interventi concreti, già realizzati o avviati, che testimoniano un impegno costante e coerente per la salvaguardia ambientale, la sicurezza e la fruizione sostenibile di uno dei luoghi più delicati e preziosi del nostro territorio». Vita rivendica di aver abbattuto il pontile abusivo, avviato interventi strutturali per ridurre il carico delle auto e realizzato la pista ciclabile. Poi, contrattacca: «Le risorse economiche per la messa in sicurezza e la tutela di Baratti erano disponibili almeno dal 2012 – dice –. Chi oggi parla di ritardi dovrebbe spiegare perché, negli anni passati, tali fondi siano stati utilizzati quasi esclusivamente per interventi come i cosiddetti “sacconi”, che hanno prodotto un impatto visivo negativo e criticità ambientali, senza risolvere in modo strutturale i problemi».
