Rapina in banca a San Vincenzo, chi è Salvatore: la fuga dalla comunità, il colpo, la fuga e l’arresto dopo una lunga fuga
I carabinieri sono arrivati all’arresto di colui che è considerato il sospettato numero uno per il blitz alla Castagneto
SAN VINCENZO. La fuga dopo la rapina in banca è durata poco. O, più precisamente, si è estesa giusto per 367 chilometri: la distanza che separa San Vincenzo da Novara, la città piemontese nella quale i carabinieri hanno catturato Salvatore Beltrame.
Il fermo e la convalida del Gip
Il 43enne, considerato l’autore materiale della violenta rapina alla filiale di Castagneto Banca 1910 a San Vincenzo del 29 dicembre scorso, è stato rintracciato dai carabinieri e sottoposto alla misura del fermo di indiziato di delitto. Lo stesso fermo, come confermato al Tirreno dall’avvocato dell’indagato Alessandro Betti, è stato convalidato nella mattina di venerdì 2 gennaio da parte del Gip della Procura di Novara. Secondo quanto trapelato in queste ore Beltrame, siciliano di origine ma in Toscana da anni, è stato sorpreso in Piemonte, dove si stava nascondendo in compagnia di un presunto fiancheggiatore, arrestato in flagranza. I militari toscani li hanno rintracciati nel corso di una delle perquisizioni attuate nell’ambito delle indagini della Procura, scattate immediatamente dopo la rapina di lunedì scorso.
Indagini rapide e l’arresto
Le ricerche serrate delle forze dell’ordine hanno prodotto un risultato in tempi molto rapidi. Beltrame si trova attualmente in carcere a Novara, dove è stato recluso e dove torna dunque a scontare la pena relativa a una condanna precedente. Secondo quanto ricostruito stava fruendo di una misura cautelare alternativa, si trovava in una comunità terapeutica dalla quale tuttavia si era allontanato il giorno prima della rapina.
I precedenti e il modus operandi
L’indagato del colpo alla banca di San Vincenzo ha all’attivo diversi precedenti per reati simili: rapine commesse in Toscana e oltre i confini della nostra regione. Nel 2012, ad esempio, fu arrestato in provincia di Pavia per una rapina molto simile per modalità a quella messa a segno nella filiale di Castagneto Banca 1910 di San Vincenzo. Anche in quell’occasione entrò in banca armato di taglierino. Proprio come è successo lunedì 29 dicembre, secondo quanto ricostruito dai testimoni.
La dinamica della rapina a San Vincenzo
Sono circa le dieci di mattina quando in corso Italia 11 si presentano quelli che sembrano essere due normalissimi clienti. Entrati regolarmente dalla porta d’ingresso, una volta dentro i due tirano fuori due taglierini che usano per intimidire i dipendenti della banca e i tre clienti che si trovavano nella filiale. I due uomini hanno poi immobilizzato i malcapitati e il personale della filiale tenendo loro fermi i polsi e legandoli con delle fascette da elettricista. Quindi riescono a impossessarsi di una somma in contanti da capogiro: 330mila euro (somma che sarebbe stata recuperata dai carabinieri nell’ambito del blitz a Novara). Il 43enne ha agito a volto scoperto, la sua identificazione è stata possibile grazie alle telecamere di sicurezza presenti all’interno dell’istituto bancario. L’uomo è stato trovato in compagnia del presunto complice che lo avrebbe fiancheggiato offrendogli supporto e facilitandone in qualche modo la fuga dall’istituto bancario e, successivamente, l’allontanamento da San Vincenzo.
