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Montecatini

Il caso

Morte della 25enne Khrystyna, la Procura indaga per omicidio: l’elenco delle “stranezze” e l’appello dei familiari

di Luca Signorini

	Khrystyna Hlushchak in un frame 
Khrystyna Hlushchak in un frame 

Montecatini, il legale della famiglia: «Necessari approfondimenti». Da chiarire la posizione di almeno due persone: l’amica e un uomo che avrebbe avuto uno degli ultimi contatti con lei

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MONTECATINI. «Il fascicolo aperto il 18 agosto scorso dalla Procura di Pistoia riporta un solo capo di imputazione: quello di omicidio. Ed è per questo che è stata bloccata la cremazione del corpo, già tumulato in un cimitero di Milano così da lasciare la salma intatta per eventuali esami più approfonditi, come eventuali segni di colluttazione, oltre all’autopsia già svolta per i cui risultati ci vorranno 90 giorni».

Ad affermarlo è l’avvocato del Foro di Salerno Francesco Palumbo, che rappresenta la famiglia di Khrystyna Hlushchak, la 25enne di origine ucraina residente a Milano ritrovata priva di vita il primo di agosto scorso in un appartamento di Montecatini Terme. «Gli elementi subito emersi non hanno fatto allarmare solo noi, ma anche i pubblici ministeri – prosegue il legale – ovvero che difficilmente possa trattarsi di un suicidio».

L’elenco delle “stranezze” l’avvocato l’ha già indicato nella denuncia-querela presentata e in una ulteriore integrazione di documenti, affinché vengano approfondite le indagini sulla morte della giovane, tra l’altro uno dei primi a vedere il corpo e la scena è stato il compagno della madre. «Per esempio, una ragazza dal peso di una cinquantina di chilogrammi è molto complicato che possa essersi uccisa da sola semplicemente con un foulard, come quello che le è stato ritrovato legato attorno al collo – spiega ancora Palumbo – inoltre in quella stanza tutto era al proprio posto, il libro sul tavolo, i trucchi, il comodino mai spostato. Tutto molto strano che merita approfondimenti».

Quello che chiedono i familiari di Khrystyna è essenzialmente che su quella morte si indaghi a fondo, per dare certezze su ciò che è accaduto in quell’appartamento di Montecatini. Il materiale depositato comprende video, registrazioni audio, riferimenti a persone che sarebbero entrate in contatto con la ragazza nei giorni precedenti la sua morte e indicazioni utili a ricostruire gli spostamenti della giovane.

Secondo quanto ricostruito, ci sarebbe da chiarire la posizione di almeno due persone che potrebbero essere a conoscenza dei fatti, entrambe si troverebbero all’estero. Per esempio la migliore amica di Khrystyna, che però sarebbe adesso a Dubai, luogo abitualmente frequentato anche dalla 25enne deceduta, come Montecarlo e, si scopre oggi dopo la tragedia, anche Montecatini.

E inoltre un uomo che sarebbe ritenuto il gestore, o comunque una figura apicale, del presunto giro di sfruttamento della prostituzione internazionale. Si chiamerebbe “Igor”, ma non è chiaro se questo nome sia reale o meno. Aggiunge il legale: «Si presume che la ragazza abbia avuto con lui uno degli ultimi contatti prima di morire, ne hanno parlato anche in una telefonata la madre della giovane e la sua amica, i cui tabulati abbiamo consegnato in Procura». Tra l’altro, secondo la famiglia, «la ragazza possa essere entrata in contatto con ambienti riconducibili al fenomeno dello sfruttamento della prostituzione e che possa essere stata coinvolta in attività di accompagnamento non pienamente frutto di una libera autodeterminazione».

Per Khrystyna Hlushchak insomma parte un appello affinché si possano raccogliere ulteriori elementi e «che non venga archiviato il ricordo di una giovane vita spezzata e che ogni elemento utile venga approfondito fino in fondo».

Un appello rivolto a chiunque abbia visto la giovane negli ultimi giorni della sua breve vita, a chi abbia frequentato i luoghi da lei abitualmente visitati a Montecatini, a chi abbia lavorato o operato nelle strutture ricettive, nei locali notturni, negli esercizi commerciali o nelle aree cittadine da lei frequentate, affinché ogni informazione possa essere portata all’attenzione delle autorità per ricostruire la verità dopo il dramma.

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