Politica
Montecatini, niente perizia psichiatrica al killer delle escort
Respinta dai giudici la richiesta avanzata per Vasile Frumuzache
Montecatini I giudici della Corte d'Assise di Firenze, nell’udienza di giovedì 2 aprile che si è svolta nell’aula bunker di Santa Verdiana, hanno respinto la richiesta di sottoporre a perizia psichiatrica Vasile Frumuzache, l’ex vigilantes 33enne di nazionalità romena, reo confesso degli omicidi di due donne connazionali, Ana Maria Andrei, 27 anni, e Maria Denisa Paun, 30, entrambe escort. La prima fu uccisa a coltellate a Montecatini nell'agosto del 2024, la seconda strangolata e decapitata nel residence Ferrucci di Prato nella notte tra il 15 e il 16 maggio dello scorso anno. Entrambi i cadaveri, o quel che ne rimaneva, sono stati poi ritrovati a poca distanza l’uno dall’altro in un casolare abbandonato tra la collina delle Panteraie e la zona Musicisti, a Montecatini.
La richiesta di accertamento psichiatrico era stata avanzata dall’avvocato difensore di Frumuzache, Diego Capano, nel corso della precedente udienza del 19 marzo, quando l’imputato aveva rilasciato la sua deposizione. Il 33enne aveva dichiarato di aver ucciso Maria Denisa Paun «per paura di perdere la mia famiglia» a fronte di una presunta richiesta di denaro avanzata dalla escort di 10mila euro per non raccontare del loro incontro, mentre l’omicidio di Ana Maria Andrei era avvenuto per «disprezzo», in quanto la donna lo avrebbe respinto perché non italiano.
I giudici hanno ritenuto dunque sufficiente la consulenza disposta dalla Procura di Prato durante le indagini preliminari, secondo cui l'imputato era capace di intendere e di volere al momento dei delitti ed è in grado di partecipare al processo.
Nell’udienza inoltre il procuratore capo di Prato Luca Tescaroli, insieme a lui in aula anche il pm della Procura di Pistoia Leonardo De Gaudio, ha confermato l’esistenza di un fascicolo di indagine contro ignoti che vuole fare luce sull’omicidio di altre due donne avvenuto con modalità simili a quelle utilizzate da Frumuzache per uccidere le due connazionali. Per questo motivo sono stati disposti ulteriori rilievi nella casa di Bizzarrino, nelle campagne di Monsummano, dove il killer ha abitato insieme alla moglie e ai due figli fino al momento dell’arresto, il 4 giugno dello scorso anno. Sarebbe stato trovata infatti una borsa, non rinvenuta durante i precedenti sopralluoghi degli investigatori, con all’interno alcuni effetti personali delle vittime accertate. Il pm Tescaroli continua tra l’altro a non escludere il coinvolgimento di altre persone nei delitti confessati dall’ex guardia giurata. Il processo in Corte d’Assise va ora verso la discussione e la sentenza di primo grado. Prossima udienza il 14 maggio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
