Pochi studenti a Massa paese, la classe non si fa. La sindaca: «Per salvarla, sono disposta a incatenarmi»
Undici i bambini iscritti: a rischio la prima elementare della “Giano Giani” nel borgo
Massa e Cozzile La sindaca Marzia Niccoli alza le barricate contro la scuola a corto di iscritti a rischio chiusura. «Farò di tutto per salvarla, come accaduto per la filiale di Intesa Sanpaolo a Margine Coperta. In questo caso sono disposta a incatenarmi», dice la prima cittadina di Massa e Cozzile.
Il caso alla scuola elementare “Giano Giani” del borgo storico di Massa, ultimo avamposto prima dei territori montani: sono soltanto undici i bambini iscritti alla classe prima in partenza il prossimo settembre, quando il limite fissato dalla legge è di 15 alunni. Ecco perché è concreto lo spettro di una non attivazione della classe, mentre le altre presenti termineranno regolarmente il loro ciclo di studi fino alla quinta elementare.
Intanto Niccoli per conto dell’amministrazione ha espresso «forte preoccupazione e fermo dissenso» in una lettera inviata alla Regione Toscana e agli Uffici scolastici provinciale e regionale. «Tale decisione rappresenterebbe un grave danno per la comunità locale e per le famiglie residenti nella zona alta del comune – si legge – la scuola di Massa capoluogo costituisce un presidio educativo, sociale e territoriale di fondamentale importanza per un’area collinare situata alle pendici della zona montana, in una posizione geografica non facilmente accessibile dai centri di pianura. Il territorio in cui si trova il plesso scolastico è classificato in zona S1 per allerta meteo e in zona climatica E, condizioni che comportano inverni rigidi, possibili difficoltà di viabilità e tempi di percorrenza significativamente più lunghi verso le scuole situate in pianura, con rischi e disagi particolarmente rilevanti per bambini di soli sei anni». Inoltre, «a ciò si aggiunge un ulteriore elemento di grande criticità: l’impossibilità da parte del Comune di garantire un adeguato servizio di scuolabus dalla parte alta del territorio verso i plessi scolastici di pianura. L’eventuale soppressione della classe prima costringerebbe quindi molte famiglie a spostamenti quotidiani complessi, rischiosi, difficilmente sostenibili, con ripercussioni pesanti sul traffico».
Ancora la lettera: «La presenza della classe prima nella scuola di Massa capoluogo garantisce il diritto all’istruzione di prossimità, tutela le famiglie residenti nelle zone collinari e montane e rappresenta un presidio fondamentale per la vitalità sociale del territorio, contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree interne. Inoltre, il mantenimento della classe sarebbe pienamente coerente con le politiche comunali volte alla valorizzazione dei centri storici e al rafforzamento dei servizi essenziali nelle aree storiche del comune, sostenendo la comunità locale e il tessuto sociale dei borghi più antichi. La soppressione della classe prima rischierebbe quindi di penalizzare ingiustamente una comunità già fragile, compromettendo il diritto allo studio dei bambini residenti in una zona collinare disagiata e andando contro gli obiettivi di valorizzazione e sviluppo del territorio perseguiti dall’amministrazione comunale». Conclude Niccoli: «Per tutte queste ragioni chiediamo con forza che venga rivalutata la decisione relativa all’eliminazione della classe prima della scuola primaria, di cui intendiamo informare anche il consiglio comunale, e che vengano attentamente considerate le specificità geografiche, logistiche, climatiche e sociali della scuola di Massa capoluogo».
