Salvataggio Tigs, cinque offerte presentate: una è in pole position – Cifre, indiscrezioni e tutte le valutazioni da fare
La proposta favorita è quella avanzata da Sri Global, cordata di investitori al cui vertice c’è Vincenzo Poerio, già amministratore delegato del colosso della nautica di lusso Azimut-Benetti, oggi alla guida di Tankoa
CARRARA. La sabbia nella clessidra si è appena esaurita, basta tendere l’orecchio e già si sentono le prime voci. Sono le 18 del 19 ottobre e si chiudono i termini per presentare offerte vincolanti ed entrare così in competizione con chi intende investire nel salvataggio di The Italian Sea Group, il cantiere di luxury yacht in crisi finanziaria da febbraio; parliamo di investitori “in gara” con altri investitori.
Cinque offerte: una in pole
Non sono ancora le 20, e Tisg rende noto che le offerte giunte sono cinque. Passano poche ore e subito si viene a sapere che tra quelle proposte ce ne sarebbe una, il condizionale è d’obbligo, “migliore” delle altre. O meglio: che ha un requisito che le altre non avrebbero. È l’offerta che è “in regola” con la soglia del “prezzo di riserva” al di sotto del quale si dice che Giovanni Costantino & C. – ovvero il Consiglio di amministrazione di Tisg che deve valutare le proposte – non prenda le offerte neppure in considerazione. Occorrono almeno 250 milioni di euro – ecco qual è la soglia – secondo quanto trapela dalle stanze dei bottoni. Ce ne sarebbe una di offerte di questa portata e soltanto una. È quella avanzata da Sri Global, cordata di investitori al cui vertice c’è Vincenzo Poerio, già amministratore delegato del colosso della nautica di lusso Azimut-Benetti, oggi alla guida di Tankoa, cantiere navale specializzato in mega yacht. Sri Global e Polo Nautica Carrara, società partecipata dai cantieri navali San Lorenzo e da Polo Nautico Viareggio, hub per il refitting completo, sono per altro gli unici investitori interessati a Tisg che si sono palesati, dichiarando ufficialmente la loro partecipazione al processo competitivo.
Si dice
Sri Global avrebbe dato del filo da torcere ai concorrenti con un’offerta il cui valore supera di qualche milione la soglia dei 250 milioni di euro: per avere l’intero compendio aziendale Tisg, che comprende i siti produttivi della Spezia e di Carrara, di Viareggio e Terni, e le attività in Turchia; Polo Nautico Carrara è interessato, invece, al solo ramo d’azienda relativo al cantiere Tisg della Spezia.
Tanti o pochi?
Prende dunque quota l’offerta di Sri Global? È così? Bisogna attendere: Tisg ha dichiarato che «l’identità dei soggetti partecipanti e i contenuti delle offerte saranno mantenuti riservati», in questa fase in cui le proposte sono sotto la valutazione del Cda. Non solo. Essere disposti a mettere sul piatto (almeno) 250 milioni di euro è condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere l’imprimatur del Cda di Tisg, presieduto da Saverio Schiavone, avvocato giuslavorista, partner dello Studio Gianni & Origoni, uno dei massimi esperti in Italia di diritto del lavoro e relazioni industriali. Nella scelta di un’offerta piuttosto che di un’altra, il Cda deve tenere innanzitutto in considerazione l’interesse dei creditori. È il Codice della crisi d’impresa che detta legge. Se si sale di poco rispetto a 250 milioni, i creditori chirografari (senza garanzie specifiche) rischiano di ottenere una quota residuale di quanto a loro spetta. Ci sono 500 milioni di euro di debiti. Se la coperta fosse corta, allora Costantino dovrebbe cercare altri investitori, altrove.
Identikit
Tisg ha intanto reso noto che le offerte giunte sono tutte nella forma dell’asset deal, e cioè, chi si fa avanti intende comprare beni e attività di un’impresa, ma non la società che li possiede; due offerte puntano all’acquisto del complesso aziendale nella sua interezza.
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