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L’inchiesta

Lucca, scoperto il business dei rifiuti bruciati: 13 indagati – Il via vai di camion e poi le fiamme vicino ai bambini


	Una delle aree in cui avveniva lo smaltimento illecito 
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Una delle aree in cui avveniva lo smaltimento illecito 

Per cinque persone obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Immondizia bruciata al campo nomadi in via delle Tagliate

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LUCCA. Rifiuti dati alle fiamme a due passi dai ragazzini che fanno sport. Con tanto di presunto giro di soldi in cambio dello smaltimento illegale di qualsiasi tipo di scarto: dal legno agli elettrodomestici, dal materiale edile alle suppellettili. A Lucca è stato scoperto il business dei rifiuti. 

L’operazione

La Procura della Repubblica di Firenze, Direzione distrettuale antimafia, ha delegato la squadra mobile della Questura di Lucca e il nucleo di polizia giudiziaria della polizia locale del Comune di Lucca, che hanno svolto un’articolata attività di indagine, per l'esecuzione di due ordinanze cautelari, una a carattere personale e altra reale. La prima attiene all’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di cinque indagati, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di altri 5 indagati nonché della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività di rappresentante legale delle rispettive imprese individuali per la durata di anni uno nei confronti di ulteriori 3 indagati. L’ordinanza cautelare reale attiene al sequestro preventivo, già parzialmente eseguito, di sei autocarri di proprietà di vari indagati.

I reati contestati e il contesto

I provvedimenti cautelari, emessi dal Gip del tribunale di Firenze, su richiesta della Procura, conseguono all’accertamento di gravi fatti delittuosi, consumati nel campo nomadi di via delle Tagliate di Lucca tra il 2022 e il 2025, ruotanti attorno ad un’associazione per delinquere finalizzata allo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti attraverso la loro combustione illecita, con inevitabili conseguenze in termini di inquinamento ambientale. I reati contestati agli indagati, a vario titolo, sono: associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale, gestione illecita dei rifiuti, combustione illecita di rifiuti.

L’origine e lo sviluppo delle indagini

L’indagine, inizialmente avviata dalla Procura di Lucca e poi, in considerazione dei reati di competenza distrettuale, trasferita alla Procura distrettuale di Firenze che ne ha coordinato e diretto gli ulteriori sviluppi, muove da un’attività di controllo e contrasto, per le competenze specifiche di natura ambientale, avviata dalla polizia locale del Comune di Lucca proprio nel 2022 e poi sviluppata in strettissima collaborazione con la Questura di Lucca, in particolare con la squadra mobile.

La combustione illecita e i rischi ambientali

Attraverso iniziali sopralluoghi e il successivo utilizzo di plurimi strumenti di indagine, è stata accertata una reiterata e duratura attività organizzata di gestione e smaltimento illecito di rifiuti, anche tramite la combustione, compiuta tra l’altro in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e nelle vicinanze di strutture sportive del Campo Coni, strutture utilizzate quotidianamente da persone, molte delle quali minorenni, costrette a svolgere attività sportiva in condizioni di inquinamento ambientale scaturito dalle combustioni illecite dei rifiuti.

Il sequestro degli autocarri

L’esito della complessa indagine è sfociato nell’emissione dell’ordinanza applicativa delle misure cautelari personali e interdittive e dell’ordinanza che ha disposto il sequestro preventivo di sei vautocarri con i quali venivano trasportati i rifiuti oggetto dell’illecito accumulo e smaltimento, concessi fittiziamente a vari indagati in comodato d’uso per aggirare l’assenza di titoli abilitativi o, comunque, titoli non idonei allo svolgimento delle delicate attività di gestione dei rifiuti.

I rifiuti abbandonati e i costi per la collettività

Conseguenza delle attività illecite così svolte è un elevato aggravio degli oneri sulla collettività, sia in termini di inquinamento ambientale del suolo e dell’aria, sia in termini economici per l’opera di bonifica che si renderà necessaria. Sull’area di circa 12.000 metri quadrati sui quali si trova l’ex Campo Nomadi, sono stati rinvenuti in stato di abbandono oltre 600 metri cubi di rifiuti, occupanti una superficie di circa 1600 metri quadrati fra suppellettili, mobilia, residui di materiali da costruzione, pneumatici, legname, bidoni di vernici, sanitari, elettrodomestici dismessi, coperture per edifici costituiti da lastre di eternit, senza considerare i numerosi veicoli cannibalizzati, rifiuti che sono stati presi in esame per accertarne la pericolosità con l’ausilio dei tecnici del Dipartimento ARPAT di Lucca.

Il flusso economico del traffico illecito

L’indagine, tra l’altro, ha disvelato quanto sia ingente il flusso economico che gira attorno al traffico illecito di rifiuti e al loro conseguente illecito smaltimento.

L'assessore Salvadore Bartolomei: “Esprimo il mio più vivo ringraziamento alla Questura di Lucca e alla nostra Polizia Locale per l’importante operazione congiunta che ha portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti di dieci persone e al sequestro di sei mezzi, a seguito di un’articolata attività investigativa legata alla gestione e allo smaltimento illecito di rifiuti. Si tratta di condotte particolarmente gravi, che rappresentano una minaccia per l’ambiente, per la qualità dell’aria e per la salute dei cittadini, tanto più perché si verificano in piena area urbana, a pochi passi dal Parco fluviale, un luogo di grande valore ambientale e molto frequentato dalla nostra comunità. La professionalità e l’attenzione della nostra Polizia Locale nei confronti di questa tipologia di reati è da tempo molto alta, grazie alle competenze acquisite negli anni, che anche in questo caso si sono dimostrate preziose, e grazie alla costante collaborazione con Sistema Ambiente, ARPAT e le altre Forze dell’Ordine. Le numerose segnalazioni, i controlli e i sopralluoghi effettuati nel corso degli anni hanno contribuito a documentare le attività illecite, fornendo elementi utili alle indagini che hanno portato a questa importante operazione. Questo intervento dimostra quanto siano fondamentali il presidio costante del territorio, la collaborazione tra istituzioni e la determinazione nel contrastare comportamenti che danneggiano l’ambiente e compromettono la qualità della vita dei cittadini. La tutela del nostro territorio e il contrasto all’abbandono e allo smaltimento illegale dei rifiuti restano una priorità sulla quale continueremo a mantenere alta l’attenzione. Tolleranza zero su questo tipo di reati come su qualsiasi discarica abusiva”.

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