Il Tirreno

Lavoro

Nautica, chiude azienda dell’indotto: in arrivo 50 licenziamenti. Le sigle: «La ditta opera in monocommittenza per Tisg»

di Redazione Carrara

	Nicola Del Vecchio e Umberto Faita
◗
Nicola Del Vecchio e Umberto Faita

I dipendenti erano 133 a gennaio, Cgil e Fiom: «La crisi del colosso degli yacht di lusso non può ricadere sui lavoratori»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Chiusura annunciata e cinquanta licenziamenti in arrivo per Cmr srl, azienda di carpenteria metallica che opera nell’indotto di The Italian Sea Group. A darne notizia sono la Cgil e la Fiom Cgil provinciali, con i loro rispettivi segretari Nicola Del Vecchio e Umberto Faita.

«Quanto comunicatoci da Cmr srl rappresenta un fatto grave e inaccettabile che colpisce al cuore il tessuto occupazionale e industriale del nostro territorio – spiega il sindacato –. La comunicazione del deposito di un ricorso per l'apertura della liquidazione giudiziale, con la consequenziale procedura di licenziamento per tutti i lavoratori rimasti, è l'epilogo drammatico di una gestione che la Fiom Ccgil denuncia e contrasta fermamente da tempo. I numeri parlano chiaro: siamo passati dai 133 dipendenti di gennaio ai poco più dei 50 attuali, che a breve verranno licenziati. Non siamo di fronte a una semplice crisi aziendale isolata, ma ai primi pesantissimi esuberi strutturali del cantiere Tisg».

Cmr, puntualizza la Cgil «opera infatti in un regime di totale ed esclusiva monocommittenza per The Italian Sea Group. Lo squilibrio finanziario e l'improvviso stallo che hanno travolto Cmr sono la diretta conseguenza delle decisioni e dei blocchi operativi di Tisg, che non può oggi sfilarsi dalle proprie responsabilità sociali e industriali, scaricando il prezzo delle proprie scelte commerciali sui lavoratori. A rendere ancora più grave la situazione c'è il tema della regolarità contributiva. Cmr risulta operare nel cantiere senza Durc regolare dal mese di aprile e, nelle ultime ore, numerosi lavoratori, verificando la propria posizione previdenziale, hanno scoperto che i contributi non risulterebbero versati dal mese di gennaio. Una circostanza su cui pretendiamo immediati chiarimenti. La domanda che poniamo è: chi pagherà questi contributi? I lavoratori riferiscono di aver svolto attività mai fatte prima, lucidatura Tech, attività non oggetto dell’appalto. Su questo chiediamo che siano effettuate tutte le verifiche necessarie e che vengano accertate le eventuali responsabilità lungo l'intera filiera dell'appalto. La liquidazione giudiziale di Cmr non può diventare lo strumento attraverso il quale il costo di quanto accaduto venga scaricato sui lavoratori».

Fiom e Cgil Massa Carrara annunciano che metteranno «in campo tutte le azioni necessarie, sia sul piano legale che su quello sindacale. Tuteleremo ogni singolo lavoratore coinvolto in questa procedura, contestando la legittimità dei recessi e garantendo la massima copertura legale e sindacale».

Il sindacato si sofferma poi su un altro aspetto, relativo all’appalto. «La direzione del lavoro, le direttive e l'organizzazione dei dipendenti Cmr – spiega – sarebbero state determinate in modo stringente dalla committenza, configurando nei fatti un vero rapporto di subordinazione nei confronti di The Italian Sea Group. Giunti a questo punto, crediamo che se le parole che l’amministratore delegato di Tisg sulla ripartenza sono reali, oggi abbia l’occasione per ripristinare il battente occupazionale dell’azienda visto che si è eroso di più di 120 unità». Fiom e Cgil ribadiscono che «quando parliamo del mantenimento del battente occupazionale intendiamo quello dell’inizio della vertenza e non quello che verosimilmente ci ritroveremo alla fine. La difesa dell'occupazione nella cantieristica navale apuana non si fa a parole, ma con il rispetto delle tutele, della dignità e dei diritti dei lavoratori che le barche le costruiscono ogni giorno».  

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Le regole

Tutti pazzi per i funghi ma attenti ad alcuni errori (ancora comuni): i consigli del micologo per non correre rischi

di Massimiliano Frascino