Il Tirreno

L’intervista

Carrara Bier Fest 2026, parla Giacomo Timbro. La scommessa vinta, i prezzi e l’edizione 2027: «È stata una coraggiosa follia. E vi dico il segreto del successo...»

di Giovanna Mezzana

	Giacomo Timbro durante l'evento
Giacomo Timbro durante l'evento

Giacomo Timbro e la moglie hanno organizzato la festa della birra 2026. Per due settimane hanno tenuto testa alla graticola social e alla fine hanno fatto registrare numeri record

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CARRARA. Se avessero dato ascolto ai bisbigli pre-kermesse – «Ma dove vanno? La Festa della Birra è morta» – ci sta che avrebbero fatto un passo indietro. E invece no, hanno deciso per l’avanti tutta: le cose, a volte, bisogna anche sapersele “tirare”. Tant’è che persino l’imprevisto dell’allerta meteo caduto nel giorno fissato per l’inaugurazione, il 21 agosto, ha amplificato il successo del posticipo di 24 ore. Sollecitato dal Tirreno, il ristoratore-matador Giacomo Timbro tira le fila dell’edizione 2026 della Carrara Bier Fest, la numero 50, mezzo secolo di gemellaggio tra Carrara e Ingolstadt.

È stato lui con la moglie Arianna Bianchi e il sostegno dell’imprenditore del marmo Giulio Dell’Amico a prendere le redini del maxi evento dopo la marcia indietro degli organizzatori delle ultime due edizioni, scoraggiati dai costi alle stelle e da un format che non tira va più.

Il giorno dell’inaugurazione avete fatto numeri da record. Ci dà qualche cifra?

«Sì, c’è stata moltissima gente. Il sabato si è verificata una concentrazione straordinaria di pubblico, dovuta anche al fatto che l’inaugurazione prevista per il venerdì non si è potuta svolgere a causa dell’allerta meteo: questo ha fatto sì che migliaia di persone confluissero nella prima serata del sabato. È stata una risposta davvero importante da parte del pubblico, che ha dimostrato grande entusiasmo confermandoci quanto ci fosse voglia di vivere un evento di questo tipo».

Da uno a dieci a quanto ammonta la sua soddisfazione per come è andata?

«Undici. In questa manifestazione ci abbiamo messo l’anima. Abbiamo lavorato con impegno e passione e vedere che i risultati sono arrivati è una soddisfazione enorme. C’è qualcosa che va oltre i numeri: vedere famiglie, ragazzi e adulti divertirsi in un’atmosfera di festa per noi non ha prezzo. La soddisfazione più grande è essere riusciti a regalare momenti di allegria e di condivisione».

Ci dica una scelta che ha funzionato tantissimo e un punto debole.

«Ha funzionato tantissimo la creazione di un’atmosfera di spensieratezza attraverso i tanti e variegati eventi proposti: tutti i giorni. Musica bavarese, presentazione di squadre, coreografie, musica innovativa e capace di coinvolgere pubblici differenti. L’obiettivo era: dare vita a una manifestazione che non fosse solo gastronomica ma che fosse una vera festa. Per tutti. E c’è un aspetto che ci rende fieri: la sicurezza; non c’è stato neppure un litigio durante tutta la manifestazione: è un risultato importantissimo, significa che migliaia di persone hanno potuto stare insieme e divertirsi in un clima sereno. La nota sfavorevole, invece, è il poco tempo che abbiamo avuto a disposizione per organizzare tutto. Tre mesi: e mettere su una manifestazione di questa portata in un periodo così breve è stata una sfida enorme. Guardando al futuro, avere più tempo a disposizione ci permetterebbe di programmare ancora meglio ogni dettaglio».

Lei e sua moglie avete avuto coraggio: la prima botte non era ancora stata aperta e qualcuno già era tutt’altro che tenero con voi, sostenendo che vi foste fatti carico di un’impresa troppo ardua. Cosa risponde a costoro?

«Ci voleva coraggio: è sicuro. Anzi, direi quasi un coraggio folle, da parte mia, di Arianna e di Giulio. Sapevamo di essere sul punto di affrontare una sfida importante e che, prima ancora dell’inizio, ci sarebbero state critiche e perplessità. Abbiamo scelto di non rispondere alle critiche con le parole ma con il lavoro e i fatti. A chi riteneva che ci fossimo fatti carico di un’impresa troppo ardua, oggi rispondiamo con ciò che tutti hanno potuto vedere anche attraverso i nostri canali social. Le immagini. La partecipazione. L’atmosfera. E il risultato complessivo della manifestazione sono la nostra risposta. Quella più concreta. Noi abbiamo creduto in questo progetto, ci abbiamo messo tutto-quello che avevamo e abbiamo affrontato la sfida con determinazione. Lasciamo che parlino i fatti» .

Dai social media avete avuto tante critiche per alcune pietanze (per esempio, il piatto dei wurstel) e per alcuni “complementi” come il pane e, soprattutto, per alcuni prezzi. Come ha fatto “a tenere botta” ai colpi bassi, per due settimane, e cosa ribatte?

«Le critiche fanno parte di qualsiasi manifestazione e siamo sempre disposti a ascoltarle. Il confronto col pubblico è importante, quando vengono sollevate osservazioni, è giusto spiegare ciò che viene proposto. Il piatto dei wurstel, ad esempio: erano quasi 500 grammi di carne, tra i due wurstel, il Meraner e il bianco, accompagnati da due rosette dello storico Panificio Lemayr altoatesino fondato nel 1800, e dalla senape. Dopo le critiche, senza variazione di prezzo, abbiamo aggiunto i crauti. Ascoltare, confrontarsi e, quando possibile, migliorare l’offerta è il nostro atteggiamento. Come abbiamo reagito alle altre critiche e a quelle sui prezzi? Ci siamo concentrati sulla manifestazione. La durata dell’evento ha richiesto grande determinazione e capacità di tenere duro, ma abbiamo sempre cercato di non farci condizionare e di rispondere con il lavoro e con i fatti».

Il mercato-vetrina nel padiglione. Alla fine i commercianti locali che esponevano non erano molti, meno di una decina, si dice, e hanno patito un caldo insostenibile, loro e i visitatori: non c’erano condizionatori

«Non so da quale fonte siano arrivati questi dati, ma gli espositori del market sono stati circa 80, e circa la metà erano locali: la presenza delle attività del territorio è stata significativa e siamo soddisfatti di essere riusciti a creare uno spazio così ampio dedicato agli espositori. Veniamo al caldo, c’è stato un problema, ma in una sola giornata: la situazione è stata segnalata, la Fiera è intervenuta prontamente e il problema è stato risolto. Alla fine, tutti gli espositori ci hanno ringraziato: questo per noi è importante: ci possono esserci imprevisti, ciò che conta è esserci, ascoltare le esigenze degli espositori e dei visitatori e intervenire subito».

Gestirete la Carrara Bier Fest anche nel 2027 e nel 2028? Idee?

«È presto per dare una risposta definitiva. Dobbiamo finire il lavoro di questa edizione: smontare, sistemare, e concludere ogni aspetto organizzativo. Dopodiché pianificheremo il futuro con calma e attenzione. Questa esperienza ci ha dato moltissimo. Abbiamo visto famiglie, ragazzi e adulti divertirsi: è la conferma che c’è entusiasmo attorno a questa manifestazione».

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