Massa, nuovo bar in piazza Aranci: la sfida di due fratelli – La data di apertura, il progetto e le novità
Dove prima c’era il Bio Lino Caffè, arriverà il “Cauforo”: a gestirlo saranno i due fratelli Julian e Marsida Kasa, entrambi di Aulla: «Vogliamo creare un nuovo punto di incontro»
MASSA. Il nome scelto per il locale viene dal latino e significa - letteralmente - bar in piazza. "Caupona in foro". Ecco spiegato "Cauforo". Così hanno chiamato il nuovo bar che a breve - l’obiettivo è fine settembre - aprirà in pieno centro città, in piazza Aranci, all’angolo con via Alighieri.
Il nuovo corso
Lì prima c’era Bio Lino Caffè; poi il fondo vuoto, con il vetro senza insegne e la visuale dell’interno coperta da una carta. Infine, la decisione di due fratelli che abitano ad Aulla, Julian e Marsida Kasa, 41 anni: rilevare quello spazio e aprirci un bar per offrire un nuovo punto di aggregazione ai cittadini. Non solo: sarà una specie di "enclave" lunigianese, con tutte le specialità. «Noi - spiega Marsida Kasa - abitiamo ad Aulla e vogliamo portare un po’ di quelle zone a Massa». Pronti quindi per i testaroli, il tris di bolliti. E non vogliamo aggiungere i panigacci? Senza dimenticare i vini, è ovvio. «L’idea - spiega Kasa - è offrire dei pranzi veloci, dai primi caldi alle insalate». Il locale, però, sarà già aperto da un po’: spalancherà le sue porte la mattina con il servizio di caffetteria e colazione. «Staremo aperti tutto il giorno, fino - spiega Kasa - agli aperitivi con i vari cocktail. Ci piacerebbe organizzare delle serate, anche con la musica; quel punto si presta bene, anche grazie all’offerta della piazza». Poi certo, «ci adatteremo a quello che richiede il cliente, però l’idea - prosegue Kasa - è sfruttare la cucina, che è piuttosto grande, insieme ai posti a sedere».
Proseguono i lavori
Ora sono in pieno fermento i lavori in vista dell’apertura. «La parte burocratica - ammette Kasa - ci ha già rallentato da subito, però ce l’abbiamo fatta e stiamo andando avanti. Un po’ di ansia c’è», ammette Kasa. È vero, i fondi vuoti in centro, come in tante altre città, ci sono. «Ma noi - assicura - partiamo con ottimismo. Vogliamo creare un nuovo punto di incontro. D’altronde - sottolinea Kasa - è a questo che servono i caffè». Lei ha sempre lavorato nel settore di bar e caffetteria. «E mi piace», dice. Il fratello, invece, è falegname. Entrambi, per il futuro del locale, hanno scelto di valorizzarne il passato. A partire dal nome che, "brandizzato", diventa "Cauforo". «Nell’antichità caupona indicava proprio il bar, mentre la taberna era il luogo in cui si mangiava e si beveva. Quello - dice Kasa - è un bar storico, quindi volevamo restare in linea».
Come sarà il locale
Questa scelta non coinvolge solo il nome, ma anche l’arredamento e lo "spirito" del posto. «Nell’insegna - rileva - metteremo qualche ramo di arancio, e anche negli interni. Abbiamo voluto dare un’impronta storica, valorizzare il passato del luogo con le figure e con il colore». Così anche l’interno, come l’insegna, riprenderà la piazza su cui si affaccia: ci saranno decorazioni a foliage con le arance e a predominare ecco l’arancione e il verde. E come ogni nuova apertura che si rispetti, è in corso la ricerca del personale. «Per iniziare - spiega Kasa - abbiamo pensato a cinque - sette persone». In realtà «ci sono già arrivati tanti curricula. Non abbiamo avuto difficoltà a reperire il personale. Cercavamo figure che avessero anche un minimo di esperienza nel settore della caffetteria, della ristorazione e nella preparazione dei cocktail».Si sono presentati tanti ragazzi giovani, sulla trentina. «Molti avevano appena finito la stagione sul litorale e così - conclude Kasa - potevano lavorare anche durante l’anno».
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