Miss Toscana, Miriam Bongiorni si racconta: «La semplicità oltre la bellezza, è questa la “differenza” vincente»
La 21enne, di Massa, è stata eletta nella finale di Castelfiorentino. Studentessa di Scienze Infermieristiche all’Università di Pisa, per 14 anni nella ginnastica ritmica, ha una grande passione per la danza e lo spettacolo
MASSA. Un compleanno da ricordare per Miriam Bongiorni, 21 anni, di Massa, eletta Miss Toscana 2026 nella finale a Castelfiorentino. Studentessa al secondo anno di Scienze Infermieristiche all’Università di Pisa, con un passato di quattordici anni nella ginnastica ritmica e una grande passione per la danza e lo spettacolo, Miriam ha conquistato anche il titolo di Miss Social.
La vittoria le spalanca ora le porte della finalissima di Miss Italia, coronando un percorso iniziato con la voglia di mettersi in gioco e di avvicinarsi al mondo dello spettacolo, magari a quello della celluloide.
Miriam, quella di Miss Toscana è stata una vittoria inaspettata?
«Il momento prima del verdetto è stato davvero angosciante. Speravo ovviamente di vincere, perché mi sono impegnata tantissimo come faccio in tutto ciò a cui tengo, ma non me lo aspettavo: nella mia vita mi è capitato spesso di arrivare seconda e avevo paura che succedesse ancora. La giuria poi è stata molto attenta e severa: i giudici hanno cercato di andare oltre l’aspetto estetico e di conoscermi davvero per quella che sono. Quando hanno pronunciato il mio nome è stata un’emozione enorme».
Quali tappe ti hanno portato alla conquista del titolo di Miss Toscana?
«Ho partecipato a diverse selezioni regionali, conquistando il titolo di Miss Poggio a Caiano, Miss Vicarello e Miss Casalguidi. Poi è arrivata la fascia di prefinalista nazionale con il titolo di Miss Giglio d’Oro 2026. Poi sono arrivate le fasce di Castelfiorentino».
Cosa ti ha spinto a partecipare a Miss Toscana – e poi a Miss Italia – e qual è il tuo sogno nel cassetto?
«Ho partecipato perché voglio inseguire il sogno di diventare attrice e farmi conoscere, e volevo iniziare proprio da un palco come quello di Miss Italia. Nel mondo dello spettacolo, a parte qualche piccola esperienza televisiva, non ho ancora fatto molto, ma spero che questo possa essere un primo passo. Mi piacerebbe diventare un’attrice versatile, capace di interpretare personaggi e personalità molto diversi tra loro».
Dopo il titolo di Miss Toscana quali impegni ti aspettano? Pensi già alla finale di Miss Italia?
«Non sono ancora in finale: prima dovrò affrontare l’Academy di Miss Italia a Roma. Sarà un’altra tappa importante, nella quale dovrò impegnarmi e riuscire a mostrarmi a trecentosessanta gradi, sia per quella che sono sia per le mie capacità. Pensare alla possibilità di salire sul palco della finale di Miss Italia mi emoziona tantissimo. Sarebbe un altro passo verso il coronamento di un sogno, ma so che la strada è ancora lunga».
Cosa significherebbe per te il titolo nazionale?
«Vincere Miss Italia sarebbe qualcosa di incredibile, naturalmente, ma credo che il titolo in sé non sia la cosa più importante. Per me conta soprattutto il percorso, il modo in cui riuscirò ad affrontarlo e la possibilità che le persone comprendano ciò che voglio trasmettere. Vorrei essere ricordata non solo per l’aspetto estetico, ma per la persona che sono».
Chi è Miriam Bongiorni fuori dalla passerella?
«Sono una ragazza solare, determinata e molto sensibile. Proprio la sensibilità è una parte di me che ho fatto e faccio ancora fatica ad accettare, perché non sempre viene vissuta come un pregio e qualche volta le persone possono approfittarsene. Ma, allo stesso tempo, penso quanto sia bello riuscire a emozionarsi... Non riuscirei a immaginare una vita senza emozioni. Ho conseguito la maturità scientifica e sono al secondo anno di Infermieristica all’Università di Pisa. Amo la scienza, il corpo umano e tutto ciò che può arricchire il mio bagaglio culturale. Sono figlia unica – anche se mi sarebbe piaciuto molto avere un fratello o una sorella –, ma amo tantissimo gli animali e a casa ho tre cani».
Il concorso di Miss Italia viene spesso descritto come un ambiente molto competitivo. Tu come l’hai vissuto?
« Non prendiamoci in giro: è un ambiente competitivo, e io stessa sono molto competitiva. Ma durante questo percorso ho conosciuto anche ragazze capaci di mettersi a nudo, raccontando le proprie difficoltà, mostrando non soltanto i pregi, ma anche le fragilità. Anch’io all’inizio ho avuto qualche difficoltà ad aprirmi, perché ho sempre il timore che, mostrando i miei punti deboli, qualcuno possa poi usarli contro di me. Piano piano, però, sono riuscita a lasciarmi andare e ho incontrato persone fantastiche».
In un concorso con tante ragazze, cosa pensi che possa fare la differenza?
«Credo soprattutto che a fare la differenza sia la semplicità. Cerco di affrontare ogni cosa con trasparenza e sincerità, senza fingere di essere diversa da quella che sono. Non ho problemi ad ammettere ciò che so fare, ma anche ciò in cui sono meno brava. Penso che essere autentici alla fine faccia la differenza».
Se riuscissi ad arrivare sul palco della finale, cosa vorresti portare con te della tua terra apuana?
«Vorrei portare soprattutto un messaggio legato alla valorizzazione del nostro territorio, che non ha l’attenzione che merita nonostante abbia tantissimo da offrire. E credo che lo stesso discorso possa essere fatto per le donne: dovremmo imparare a valorizzarci maggiormente per ciò che siamo davvero. Troppo spesso si guarda all’apparenza e si lascia in secondo piano la persona che c’è dentro».
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