Farmoplant, a 38 anni dal disastro bonifica ancora bloccata – Acque sotterranee contaminate anche oltre mille volte i limiti
Massa, il 17 luglio 1988 migliaia di persone si svegliarono nel panico per lo scoppio del serbatoio Rogor nell’azienda del gruppo Montedison che produceva pesticidi. Per la bonifica progetto esecutivo quasi approvato, poi potrà partire il cantiere da 7,5 milioni
MASSA. Trentotto anni. Tanti ne sono passati da quel 17 luglio 1988, quando migliaia di persone si svegliarono nel panico per lo scoppio del serbatoio Rogor alla Farmoplant di Massa, azienda del gruppo Montedison che produceva pesticidi a due passi dal mare.
Il grave incidente, con fuoriuscita di una gigantesca nube tossica, portò a manifestazioni popolari di protesta e scioperi, fino alla chiusura definitiva del polo chimico, che però ha lasciato al nostro territorio una triste eredità di terreni ed acque sotterranee ancora pesantemente contaminati dai veleni dell’industria, a quasi 40 anni dalla dismissione degli impianti, con seri rischi per la salute della popolazione.
Questo è confermato dall’ultimo monitoraggio della falda Sin/Sir apuana, commissionato da Sogesid Spa, società del ministero dell’Ambiente e soggetto attuatore delle bonifiche, che ha riscontrato nelle acque sotterranee sottostanti l’ex Farmoplant e a valle di essa «una diffusa presenza di composti organo clorurati», in alcuni casi «oltre mille volte superiori ai limiti di legge».
Ed è proprio alla Sogesid, che, in occasione dell’anniversario dell’esplosione, abbiamo chiesto di fare il punto sullo stato di avanzamento del previsto progetto di bonifica unitaria della falda.
«L’iter dell’intervento -sostiene la società- sta andando avanti. È stato affidato l’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione degli interventi. Il progetto esecutivo è stato consegnato ed è stato sottoposto a verifica da parte dell’organismo incaricato. Al momento siamo nella fase conclusiva degli adempimenti propedeutici all’approvazione del progetto esecutivo, in particolare per quanto riguarda la verifica di ottemperanza alle prescrizioni ambientali del provvedimento regionale (da parte di Arpat e Regione)».
Secondo Sogesid, dunque, «una volta concluso positivamente questo passaggio e approvato il progetto esecutivo, si potrà procedere con la consegna dei lavori e l’avvio della fase realizzativa».
L’intervento prevede un unico mega-impianto di trattamento delle acque di falda, che sorgerà nell’area del depuratore Lavello 2, ex Cersam, di proprietà del Comune di Massa e gestito da Gaia, a cui arriveranno le acque provenienti dalle quattro aree più inquinate del Sin/Sir, a valle delle quali sorgeranno altrettante barriere idrauliche. In particolare, sono previsti la riattivazione ed integrazione dei 12 pozzi-barriera dell’ex Ferroleghe (spenti dal 2011), con 5 ulteriori pozzi, la realizzazione di altri 8 pozzi nell’ex Rumianca/Enichem, l’isolamento idraulico del lotto 1 dell’ex Italiana Coke, attraverso 5 nuovi pozzi e la costruzione di 3 linee di barriera nell’ex Montedison/Farmoplant, per un totale di 17 nuovi pozzi, ad integrazione dei 6 gestiti da Edison Spa (ex Montedison).
Le barriere idrauliche emungeranno un massimo di 5.592 metri cubi d’acqua al giorno, che, tramite tubazioni, sarà convogliata al Lavello 2, per essere depurata nel nuovo impianto, dotato di moduli diversi. Un filtro provvederà ad eliminare il cromo VI proveniente dall’ex Ferroleghe, mentre un altro, denominato “Eni.Farmo.Coke” ed articolato in due linee, si occuperà delle acque che arriveranno dalle restanti tre aree. Le acque, una volta “ripulite”, saranno scaricate nel fosso Lavello, anche se il progetto non esclude la realizzazione di manufatti «di accumulo per l’eventuale riutilizzo» dopo la depurazione.
L’importo dei lavori appaltati è di poco inferiore a 7,5 milioni di euro, rispetto al quadro economico previsto di 12 milioni, stanziati dalla Regione. «Quindi -ribadisce Sogesid- il procedimento è concretamente avanzato, ma siamo ancora nella fase tecnico-amministrativa immediatamente precedente all’avvio dei lavori». l
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