Il Tirreno

Nautica

Crisi The Italian Sea Group: tre scenari possibili per il salvataggio del cantiere che dà lavoro a 500 dipendenti

di Giovanna Mezzana

	Il quartier generale di The Italian Sea Group nel porto di Marina di Carrara
Il quartier generale di The Italian Sea Group nel porto di Marina di Carrara

Carrara: che sia acquirente, subentrante o investitore, si esclude che l’attività cessi. Accolti con favore i riscontri del Tribunale sulla domanda per gestire la crisi, oggi incontro in Prefettura

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. C’è un dato certo che emerge dalla crisi di liquidità di The Italian Sea Group, il cantiere da cui prendono la via del mare yacht fino a 140 metri e che dà lavoro a circa 500 dipendenti. Nonostante l’affanno, è attualmente esclusa l’ipotesi di una cessazione dell’attività di produzione di yacht, corebusiness d’impresa: si evince dall’aria che tira, dalle notizie (ufficiose) raccolte, ma anche da una (stringata) nota che è giunta nella serata di sabato dai vertici della società. Da essa emerge anche che Tisg accoglie favorevolmente l’ultimo feedback arrivato dal Tribunale di Firenze a proposito della domanda di accesso a una procedura di regolazione della crisi che la società ha presentato il 1° luglio. Ed è sempre scandagliando la nota che spuntano tre possibili scenari per il salvataggio del grande cantiere che fa scivolare in mare luxury yacht. Intanto oggi pomeriggio del futuro di Tisg si parla a Palazzo Ducale, al tavolo prefettizio al quale siederanno le rappresentanze della società – è atteso l’amministratore delegato e presidente Giovanni Costantino – e dei sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil.

Un pizzico di ottimismo

Il 1° luglio Tisg ha depositato al Tribunale di Firenze la domanda di accesso a una procedura di regolazione della crisi prevista dall’articolo 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, articolo che oggi disciplina il vecchio concordato preventivo in bianco. Ebbene, Tisg rileva che il Tribunale ha dato avvio al procedimento «con particolare tempestività». Il 3 luglio ha nominato i commissari giudiziali: il professor Niccolò Abriani, avvocato, Riccardo Forgheschi e Manuela Olastri. Veniamo al punto-clou.

Continuità: che significa

Secondo la società «il Tribunale ha rilevato che il progetto di regolazione della crisi elaborato da Tisg risulta coerentemente strutturato nella prospettiva della continuità aziendale». Ecco, occorre capire che cosa significhi continuità aziendale. Le procedure di superamento della crisi – come il concordato preventivo, l’accordo di ristrutturazione dei debiti, il Piano di ristrutturazione soggetto a omologazione da parte del Tribunale (acronimo Pro) – sono considerati dalla legge in continuità, cioè basati sulla prosecuzione dell’attività aziendale– in questo caso la progettazione e la produzione di yacht – sia nell’evenienza in cui tale attività venga proseguita dalla società debitrice, cioè da Tisg, sia nel caso in cui venga proseguita da un soggetto terzo che acquista l’azienda: il che significa che l’andare avanti “in continuità” non esclude l’arrivo di un Cavaliere bianco (persona o società). Anzi. Spesso si esce dalle secche dopo un temporaneo affitto dell’azienda in difficoltà, oppure mediante l’arrivo del cosiddetto assuntore, che è il soggetto terzo che si impegna a pagare i creditori in determinate percentuali, subentrando nella proprietà dell’azienda.

Le ipotesi in campo

Ecco che cosa potrebbe dunque esserci nel futuro di Tisg. Salvo rare eccezioni, i

che hanno effetti positivi vengono realizzati attraverso l’intervento di un soggetto terzo. Un acquirente. Oppure un assuntore (dell’attivo e del passivo). O un investitore, che sottoscrive un aumento di capitale della società debitrice diventando proprietario e provvedendo a pagare i creditori in misura percentuale grazie alle procedure avviate. L’affitto di azienda, poi, è utile, perché consente al soggetto che poi ne diventerà proprietario – attraverso uno dei tre percorsi, o acquisto, o assunzione di attivo e passivo o aumento di capitale sociale – di intervenire con immediatezza per assicurare la prosecuzione dell’attività senza interruzioni, quando l’impresa in crisi non ha più risorse finanziarie per continuarla direttamente. L’affitto di azienda è utile, ma è sempre temporaneo, ha lo scopo di preparare il trasferimento dell’azienda a favore dell’affittuario, tramite uno dei percorsi sopra indicati. Ecco, insomma, cosa c’è sul tavolo.

E adesso?

Ora Tisg ha 60 giorni di tempo, termine prorogabile, per il deposito del piano definitivo e della conseguente proposta di salvataggio.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nautica

Crisi The Italian Sea Group: tre scenari possibili per il salvataggio del cantiere che dà lavoro a 500 dipendenti

di Giovanna Mezzana
80 Vespa