Massa, omicidio Bongiorni: indagini chiuse per i tre maggiorenni - Sparita l’aggravante dei futili motivi
I provvedimenti riguardano Ionut Alexandru Miron ed Eduard Alin Carutasu, detenuti in carcere, e il cognato della vittima, Gabriele Tognocchi. La difesa: «Confermata la nostra ricostruzione, tutto è avvenuto nell’ambito di una rissa non di un’aggressione». Attesa per i minori
MASSA. Sono arrivati i primi avvisi di conclusione delle indagini preliminari per l’omicidio di Giacomo Bongiorni, il quarantasettenne massese morto in seguito alla violenta rissa scoppiata nella notte dell’11 aprile in piazza Palma, nel centro storico cittadino.
Indagini chiuse per i tre maggiorenni
I provvedimenti, notificati nelle scorse ore dalla Procura della Repubblica di Massa, riguardano i due maggiorenni attualmente detenuti in carcere, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, oltre al cognato della vittima, Gabriele Tognocchi. Per i primi due resta contestato il concorso in omicidio volontario e la rissa aggravata, mentre Tognocchi dovrà rispondere esclusivamente del reato di rissa, nonostante sia intervenuto solo in difesa del cognato. La giurisprudenza italiana, infatti, esclude quasi sempre la legittima difesa durante una rissa, sostenendo che chi vi prende parte accetta volontariamente il pericolo e lo scontro.
Caduta l’aggravante dei futili motivi
Tra gli elementi più significativi emersi dalla chiusura delle indagini figura la caduta dell’aggravante dei futili motivi, inizialmente contestata agli indagati. Un passaggio che viene letto dalla difesa come un primo riconoscimento della ricostruzione sostenuta fin dall’inizio dagli avvocati dei giovani coinvolti nella vicenda.
«Questa contestazione conferma quanto abbiamo sempre sostenuto – commenta l’avvocato Enzo Frediani, difensore del diciannovenne Carutasu –. I fatti non sono andati come sono stati raccontati inizialmente. Tutto è avvenuto all’interno di una rissa. Non c’è stato alcun lancio di bottiglie né un’aggressione unilaterale da parte dei ragazzi. Ci sono state due parti contrapposte che hanno preso parte a una colluttazione degenerata poi tragicamente».
Ancora in corso le indagini per i minorenni
Al momento non risultano ancora concluse, invece, le indagini della Procura dei minori di Genova. L’avviso potrebbe arrivare già nella giornata di domani (16 giugno) o nelle prossime giornate. Anche in quel procedimento risultano indagati tre ragazzi, tra cui un diciassettenne, ex pugile, attualmente detenuto, accusato di omicidio volontario e rissa aggravata insieme ad altri due minori.
La vicenda continua a presentare diversi aspetti complessi. Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, infatti, non sarebbe stato possibile individuare una sola causa certa del decesso. L’emorragia cerebrale che ha provocato la morte di Bongiorni potrebbe essere stata determinata da una concatenazione di fattori: il pugno sferrato dal minorenne, il violento impatto della testa sul selciato dopo la caduta e il successivo calcio al volto attribuito a uno dei maggiorenni coinvolti.
Con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini si apre ora una nuova fase del procedimento. Gli indagati avranno la possibilità di depositare memorie difensive, chiedere ulteriori accertamenti o essere interrogati. Successivamente la Procura deciderà se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio davanti al giudice competente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
