Massa Carrara, danni a più di 40 auto dei partecipanti alla camminata sulla montagna: «Un atto intimidatorio» – Cosa è successo
L’evento organizzato da Apuane Libere. Carrozzerie rigate e imbrattate con scritte offensive, sportellini del serbatoio divelti, specchietti spezzati. I danneggiati sporgono denuncia
MASSA CARRARA. «Un fatto grave, gravissimo». Quando parla con Il Tirreno, nella tarda sera di domenica 7 giugno, Marco Giudici, presidente di Apuane Libere, è reduce da un lungo confronto con le forze dell’ordine a seguito di quanto accaduto a molti dei trecento e più partecipanti alla camminata sulle Apuane organizzata da Apuane Libere per mostrare le ripercussioni dell’attività estrattiva sulla montagna fra Lucca e Massa Carrara. Al ritorno hanno trovato le auto vandalizzate: carrozzerie rigate e imbrattate da scritte offensive, specchietti spezzati, sportellini del serbatoio divelti. Oltre quaranta le vetture che versavano in queste condizioni vicino al rifugio Donegani (zona di Minucciano).
Per Giudici, non ci sono dubbi: «Si tratta di intimidazioni mafiose», dice, ricostruendo un’iniziativa e una giornata che non sono andate giù a chi ritiene che la montagna sia cosa propria, da sfruttare indiscriminatamente. «Avevamo avvertito la questura di questa camminata consapevole – spiega Giudici –, di fatto una manifestazione pacifica. Ma avevamo anche avuto sentore che qualcuno stesse organizzando una contromanifestazione, e abbiamo preallertato le forze dell’ordine. Infatti questa mattina (ieri mattina, ndr) qualcuno di questi soggetti, saranno stati fra quindici e venti, si sono presentati alla sbarra oltre cui ci trovavamo. Hanno cominciato a insultarci, a minacciarci. Del resto avevano iniziato il tam tam di insulti e minacce nei giorni precedenti, attraverso i social, completamente allo scoperto».
Verso le 9,30 di ieri mattina, il gruppo riunitosi per la camminata, con molti partecipanti, spiega Giudici, «dalla zona di Massa, Carrara e Aulla», è partita dal rifugio Donegani per attraversare la valle di Orto di Donna. Il gruppo ha attraversato la via delle cave. Terminato il cammino, durato circa tre ore, «mentre eravamo a tavola, sono venute su alcune persone ad avvertirci che le auto erano state vandalizzate. Siamo scesi immediatamente. A quel punto, oltre ai due carabinieri che ci avevano scortato, sono arrivate due pattuglie. Dell’episodio abbiamo parlato anche con la Digos», aggiunge Giudici.
Alla camminata sulle Apuane erano presenti anche tre consiglieri regionali: Diletta Fallani, Lorenzo Falchi, Massimiliano Ghimenti, «primi e unici politici – sottolinea Giudici – venuti a vedere con i propri occhi quello che denunciamo da sempre».
La stessa consigliera regionale Fallani ha denunciato l’atto gravissimo attraverso un post sui social: «La bella passeggiata sulle Apuane si è conclusa con un gravissimo atto intimidatorio che non resterà senza risposta. Come consigliera regionale insieme a Massimiliano Ghimenti e Lorenzo Falchi ho partecipato a questa iniziativa sulle Apuane, promossa da Apuane Libere. Una giornata di confronto, riflessione e amore per il territorio, condivisa da circa trecento persone. Proprio per questo, quanto accaduto al termine della giornata è ancora più grave. Numerose auto dei partecipanti sono state vandalizzate. Un gesto vergognoso e vigliacco che assume i contorni di un atto intimidatorio verso i cittadini che avevano preso parte a una semplice passeggiata. Durante la nostra escursione pacifica era presente anche una contro-manifestazione, segno evidente che la nostra iniziativa non era gradita a tutti. Saranno le autorità competenti ad accertare fatti e responsabilità, non possiamo ignorare la gravità di quanto accaduto».
Prosegue Fallani: «Nessuno può pensare di condizionare il dibattito pubblico attraverso la paura, le minacce o i danneggiamenti. In una democrazia il dissenso si esprime con il confronto delle idee, non con atti intimidatori e vigliacchi. Come Gruppo Consiliare scriveremo al Prefetto per chiedere la massima attenzione su questo episodio e sporgeremo denuncia affinché vengano svolti tutti gli accertamenti necessari. Lo stesso faranno i partecipanti che hanno subito danni ai propri veicoli. Non sarà la paura a fermare il confronto democratico. A chi pensa di intimidire con questi metodi risponderemo con la trasparenza, la legalità e una presenza ancora più forte sul territorio».
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