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Fa discutere

Due vigili del fuoco hanno la visita medica? E il distaccamento chiude: scatta la polemica

di Redazione Carrara
(foto archivio)
(foto archivio)

Succede a Carrara e il sindacato Usb va all’attacco: «La carenza del personale è cronica, così non va»

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CARRARA. Dalle 8 di mattina fino alle 16 del pomeriggio. Per otto ore ieri, 20 maggio, il distaccamento dei vigili del fuoco di via Covetta, a Carrara, è rimasto chiuso. Due vigili avevano una visita medica, «quella periodica che tutti i lavoratori devono fare», e così è arrivata la decisione di chiudere momentaneamente il distretto – troppo pochi i vigili rimasti su una squadra di cinque – per poi riaprirlo nel pomeriggio. Il problema, però, è più ampio e ha a che fare con la «cronica carenza di organico che causa situazioni in cui si penalizza in primis il cittadino, che non ha una squadra di vigili del fuoco su Carrara, che quindi si ritrova sguarnita», spiega Claudio Mariotti del coordinamento regionale Usb Vigili del Fuoco.

È bene specificarlo: «La zona viene comunque coperta da Aulla e Massa, ma con un’unica squadra a disposizione: se si dovesse verificare un intervento in simultanea, sarebbe un problema».

La carenza è causata da «mancate assunzioni, dal blocco del turn over. E così – aggiunge Mariotti – capita che si debba chiedere ai lavoratori di continuare il servizio anche per 24, 36 ore (il regolamento lo prevede per esigenze di soccorso) o di richiamarli in straordinario. Questo però può avere conseguenze sulla salute dei lavoratori».

Per questo l’organizzazione sindacale Usb Vigili del Fuoco di Massa Carrara «denuncia con fermezza la chiusura della sede del distaccamento di via Covetta, una decisione – per il sindacato – gravissima che espone il territorio e la cittadinanza a un concreto abbassamento dei livelli di sicurezza e di soccorso tecnico urgente».

Nonostante «le ripetute segnalazioni e i continui richiami avanzati dalla nostra organizzazione sindacale – prosegue Usb – nei confronti delle istituzioni locali e nazionali, ad oggi non è stata adottata alcuna soluzione concreta per garantire il mantenimento di un presidio operativo indispensabile per una città come Carrara, che conta circa 65mila abitanti, ospita il più grande bacino marmifero d’Italia e un porto di rilevanza strategica».

Insomma, per il sindacato «ridurre la presenza dei vigili del fuoco sul territorio provinciale significa inevitabilmente aumentare i tempi di risposta agli interventi di soccorso, con conseguenze potenzialmente gravissime per cittadini, lavoratori e attività produttive. È inaccettabile che la sicurezza pubblica venga sacrificata per carenze organizzative, mancanza di investimenti e scelte politiche che continuano a penalizzare il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e i territori periferici».

L’Usb, fa sapere il sindacato, «ha incontrato più volte la politica locale, nella persona del sindaca, chiedendo un intervento immediato anche tramite il Prefetto affinché la situazione venga portata all’attenzione del ministero dell’Interno. Ad oggi, però, alle parole non sono seguiti fatti concreti».

L’Usb, infine, fa sapere «con chiarezza che eventuali ritardi nei soccorsi, disservizi o criticità operative derivanti dalla chiusura del presidio di Carrara saranno responsabilità diretta del ministero dell’Interno e di chi, pur essendo stato ripetutamente informato della situazione, ha scelto di non intervenire. Il prossimo 4 giugno saremo nuovamente presenti a Palazzo Civico per ribadire che Carrara non può essere lasciata senza vigili del fuoco e che non esiste un soccorso di serie B», concludono dal sindacato. 

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