Carrara: «Festa finita, non si rientra», e prende a cazzotti il buttafuori – Botte e paura al Doride Beach
Il fatto è avvenuto al locale di viale Amerigo Vespucci: il ragazzo avrebbe chiesto di rientrare per riprendere la giacca, poi la situazione è degenerata
MARINA DI CARRARA. Un pretesto banale - una sciocchezza - fa da miccia alla lite, che degenera in alterco e sfocia nell’aggressione fisica. L’effetto domino si conclude con un "destro". Sferrato. Da un giovane al buttafuori di un locale. Così arrivano due ambulanze del 118 e un’auto-pantera della polizia di Stato. Lungo il viale degli stabilimenti balneari la serata è movimentata.
Dove
È domenica 17 maggio, siamo lungo il primo tratto di viale Amerigo Vespucci. Sono all’incirca le 21,30. E al Doride Beach volge ormai al termine una bella festa. Quando la musica si ferma, è il segnale che, pian piano, i partecipanti si devono dirigere all’uscita. C’è un gruppo di amici che - stando al racconto di testimoni - è un po’ su di giri: dovrebbero aver apprezzato i cocktail, mormora qualcuno.
Il diniego scatenante
Sono pressoché fuori dallo stabilimento balneare quando uno di loro si accorge di aver dimenticato il giubbotto. E allora torna indietro, ma viene fermato da due addetti alla sicurezza: il party è concluso, non si può rientrare, gli dicono. Lui vuole riprendersi la giacca, forse insiste. E allora uno dei buttafuori - secondo quanto raccolto - offre un’alternativa semplice: la recupera lui. A questo punto succede qualcosa. Una parola di troppo, è probabile; qualcuno, chissà, ribatte con un’offesa. E sono subito scintille. Il giovane sferra un colpo a uno dei due addetti alla sicurezza, che incassa.
I testimoni
Chi sta passeggiando lungo viale Vespucci vede un giovane che schizza via dal Doride Beach e dietro di lui altre due persone che corrono. Non è chiaro se il confronto fisico sia continuato per strada. Gli spettatori si chiedono cosa sia successo e la gente si assiepa sul marciapiede. Arriva un’ambulanza chiamata per il buttafuori, poi di seguito ne arriva una seconda per il giovane che aveva partecipato alla festa e che voleva riprendersi il giubbotto. Ciascuno racconta le proprie ragioni, gli animi sono concitati: sarà l’arrivo dei poliziotti a chetarli e a riportare tutti a più miti consigli.
Movida: dove?
È incredulo Claudio Santi, titolare del Doride Beach: «Io non mi sono accorto di nulla. C’ero ma ero al piano di sopra. Intorno alle 21 è stato messo l’ultimo disco - dice - poi la festa è finita». C’è un’ipotesi - per il momento è soltanto un’idea legata al futuribile Piano dell’Arenile - di traghettare la movida dal Quadrilatero di via Rinchiosa-via Genova-via Ingolstadt-via Venezia - proprio qui, lungo viale Amerigo Vespucci, dove, per adesso - l’estate non è ancora iniziata - non sono molti gli stabilimenti balneari che offrono intrattenimento con musica e drink dopo l’ora dell’aperitivo.
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