Rischia di morire dissanguato, salvato da una guida turistica: «Con la mia sciarpa ho bloccato l’emorragia»
Carrara, l’uomo era in un campo quando gli si è riaperta una ferita alla gamba. La guida stava andando in cava in auto
CARRARA. Poteva trasformarsi nel luogo di una tragedia la strada che porta al paese di Miseglia: ma la prontezza di riflessi di una guida turistica ha fatto la differenza tra la vita e la morte. Il destino ha voluto che Francesca Dell’Amico di Marmo Tour Michelangelo, la società che porta a spasso i visitatori nella cava sotterranea-unicum di Ravaccione, si trovasse in auto lungo quel tragitto, in compagnia delle sue collaboratrici: stavano viaggiando in direzione del bacino di cava di Fantiscritti.
L’ostacolo
È mercoledì mattina – 6 maggio – e siamo poco prima dell’abitato di Miseglia. Tutto inizia con un banale ingorgo: un’automobile parcheggiata in maniera un po’ disinvolta blocca il transito di due autobus: la pioggia, caduta copiosamente anche il giorno prima, per altro non agevola. Francesca Dell’Amico è nel cul de sac e scende dalla propria vettura per capire cosa blocchi il percorso.
«Che pallore»
All’improvviso si trova davanti una scena da brivido: pur annacquate dalla pioggia, sull’asfalto ci sono abbondanti tracce di sangue. Santo cielo, che cosa è accaduto? Poco distante, appoggiato – buttato – su un muretto vede un uomo di mezza età che – si verrà a sapere in seguito – possiede un terreno in quella zona. Indossa una tuta e i pantaloni, in basso sono macchiati: forse di olio di motore? È molto pallido in volto, è sotto shock, non sa bene che cosa gli sia accaduto, se si è sporcato gli abiti con la miscela che manda in moto il taglia-erba.
«È molto grave»
E invece no, le cose stanno diversamente. Una ferita già “trattata” gli si è riaperta: sta avendo un’emorragia. «Il sangue scorreva come un fiume, tant’è che si era formata una pozzanghera enorme», racconta la guida turistica. Sotto gli occhi attoniti dei passeggeri degli autobus, affacciati ai finestrini e impietriti, lei non perde la calma. Mentre viene allertato il servizio di emergenza-urgenza del 118, chiama i soccorritori della postazione dei Ponti di Vara.
«Ecco cosa ho fatto»
Al telefono si fa guidare dal medico, che le ordina di tamponare subito la ferita. Bene, ma con cosa? Siamo per strada. E allora si sfila la sciarpa dal collo e senza esitare la utilizza a mo’ di benda d’emergenza per fermare l’emorragia. Sono attimi interminabili, ma per ora si è fatto molto per salvare la vita all’uomo. Poi, ecco, arriva il personale del Soccorso Cave, che si lancia su di lui. Francesca schizza via a spostare l’auto che blocca la strada: arriva l’ambulanza.
Missione compiuta
Una volta stabilizzato, inizia la corsa verso l’ospedale. Poi si saprà che tutto è andato nel migliore dei modi. A Francesca Dell’Amico sono giunti ringraziamenti e numerosi messaggi di stima, primo fra tutti quello della famiglia del malcapitato che ha voluto ringraziarla personalmente per la prontezza di riflessi, l’empatia e il coraggio dimostrati in quei minuti concitati, duranti i quali il suo pragmatismo è stato fondamentale per contenere il rischio che l’uomo stava correndo.
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