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Cpr in Toscana, il governo accelera: individuata un'area in provincia di Massa-Carrara

di Redazione web

	Da sx il ministro dell'Inerno, Matteo Piantedosi e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani
Da sx il ministro dell'Inerno, Matteo Piantedosi e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani

La comunicazione del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al governatore della Toscana, Eugenio Giani: in corso le verifiche di fattibilità

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Il governo accelera per realizzare anche in Toscana un Centro di permanenza per i rimpatri. L'area individuata per la struttura sarebbe in provincia di Massa-Carrara, più precisamente nel Comune di Aulla. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi lo avrebbe comunicato ieri al governatore della Toscana, Eugenio Giani, specificando che nella zona, ritenuta idonea a ospitare il Cpr, sono in corso le necessarie verifiche di fattibilità.

Più volte il titolare del Viminale ha pubblicamente sostenuto che per aumentare il numero dei rimpatri è necessario assicurare la presenza di almeno un Cpr in ogni Regione. A compensazione della presenza del nuovo Cpr, nella zona di riferimento il ministero valuterà l'alleggerimento delle presenze dei Cas (Centri accoglienza straordinaria), su modello di quanto già proposto altrove.

In un quadro segnato dal calo dei delitti in Toscana, passati da 171mila del 2024 a 165mila del 2025, al Viminale si è ritenuto di intervenire su un territorio in cui si registra una particolare incidenza di reati commessi da stranieri: secondo report del ministero dell'Interno, la delittuosità riferibile agli immigrati, nel 2025 si attesta al 45%, ovvero su 100 arrestati o denunciati, 45 sono stranieri. Quanto ai dati sui rimpatri, nei primi tre mesi del 2026 hanno superato quota 2mila, in aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'anno scorso complessivamente i rimpatri hanno toccato quota 6672.

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