Il Tirreno

Serie B

Pasquetta, febbre da derby Carrarese-Spezia: biglietti polverizzati. L’attesa fra riti, curiosità social e uno storico precedente

di Giovanna Mezzana

	La squadra durante l'allenamento di sabato 4 aprile
La squadra durante l'allenamento di sabato 4 aprile

La città trattiene il fiato per la partita contro la storica rivale: un match chiave anche per la quota salvezza. E fra gli spettatori ci sarà anche il vescovo, monsignor Mario Vaccari

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CARRARA. Non serve essere un ultrà della Curva Nord Lauro Perini per sentire, in queste ore, il brivido lungo la schiena. È iniziato il conto alla rovescia per il derbyssimo: Carrarese versus Spezia. Tecnicamente, è uno scontro-salvezza. Nell’animo, è molto di più: la sfida trascende la classifica. Manca il respiro al faccia-a-faccia con la rivale per antonomasia, quella che ti fa vedere i sorci verdi indipendentemente dalle reti. Vengono alla mente anni di Storia. Di vittorie e di sconfitte. Di guerre a colpi di striscioni. Di scritte – imperanti tanto da diventare quasi proverbi – sui muri cittadini. L’orgoglio ferito e l’orgoglio esaltato. E, stavolta, il comunque vada, panta rei di Francesco Gabbani non funziona: conta, eccome, come finirà. Comunque vada, questo sì, sarà una Pasquetta-unicum, si ricorderà. L’appuntamento è per domani alle 19,30 allo Stadio dei Marmi. E tra gli spettatori ci sarà anche il vescovo, monsignor Mario Vaccari.

Si scalda il campo

L’onda dell’emozione cavalca almeno da ieri: la Carrarese si è allenata allo Stadio dei Marmi a porte aperte. E la tribuna era traboccante: non solo di tifosi ma anche di semplici afficionado che si sono portati dietro pure i bambini, l’amore per la squadra, del resto, si insegna fin da piccoli. Oggi, la giornata di festa non agevola, meglio era lavorare. Il pensiero andrà lì e ci riandrà ancora. Al bar, di fronte alla tazzina dell’Espresso, senti dire: «Se perde contro lo Spezia, non reggo. Mi metto in malattia». Che esagerato, e invece no. Sono stati venduti all’incirca 4.900 biglietti, polverizzati nel giro di due ore. Per la curva-ospiti, invece, eravamo a una cinquantina di ticket ieri mattina, davvero poca cosa; forse si giungerà a quota un centinaio entro le 19 di oggi quando “il botteghino” chiude.

Gli assenti

C’è chi dice «che spreco» per tutti quei posti che resteranno vuoti. I tifosi spezzini – in queste ore infuriati (comprensibilmente) – non ci saranno: e questo, diciamolo, rallenta il cardiopalma (è tutta salute) ma toglie anche sana adrenalina in curva, in tribuna, in campo. Peccato. Così ha deciso il prefetto – questioni di sicurezza, partita ad alto rischio – e i due ricorsi al Tribunale amministrativo regionale degli Aquilotti sono andati alle ortiche. Vige il divieto di acquistare biglietti nella curva-ospiti per chi è residente nella provincia della Spezia, via libera a chi non risiede lì ma – condizione necessaria – possiede la Eagle Card, cioè, è tifoso – acclarato – dello Spezia.

Il rito?

E intanto in queste ore c’è chi rispolvera delle pietre miliari: la vittoria, a volte, del resto, ce la si chiama addosso. Rispunta così da YouTube il video della partita Carrarese-Spezia dell’ottobre ’93 quando gli Azzurri vinsero 4-0: indimenticabile la performance in campo di un impareggiabile Davide – Davidino – Ratti. Sui social media la tensione sale: c’erano una volta i forum, i blog, le community dove prendeva forma lo sfogo del tifo. Oggi è diverso.

Tutto iniziò...

E forse serve davvero riavvolgere il nastro perché non è detto che tutti sappiano da dove arrivi la storica rivalità tra la Carrarese e lo Spezia. «C’è da sempre», si dice. Ebbene sì, ma una scintilla ci fu. Corre l’anno 1979. È il 18 novembre. Si gioca Carrarese-Spezia. Ai Marmi. Gli azzurri sono in vantaggio, ma, uno dietro l’altro, arrivano tre “rossi”. E c’è chi viene sbattuto fuori dal campo. I liguri adesso fronteggiano una squadra di otto giocatori, e alla fine vincono ma centinaia di tifosi della Carrarese – inferociti – invadono il campo e l’arbitro Fausto Meschini si becca un’ombrellata. Cuori impavidi. Da lì non c’è più stata storia. La temperatura è poi scesa tra le due tifoserie perché negli anni lo Spezia ha giocato in ben altre categorie rispetto alla Carrarese. Ma è bastato poco perché il fuoco divampasse di nuovo. Non ce ne vogliano i bookmaker, che domani vinca il cuore. 
 

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