Vince la causa per le minacce subite, dona il risarcimento all’associazione di volontariato
Carrara, dopo anni di travaglio giudiziario, il cavatore ha deciso di destinare l’intera somma alla Pubblica Assistenza
CARRARA. Alla fine la giustizia riconosce che lui è stato vittima. Di minacce. Che sono state gravi e hanno leso la sua persona. Tant’è che ha diritto a un risarcimento. Lui, un cavatore carrarese, dona alla Pubblica Assistenza l’intera somma che gli spetta e che si sarebbe potuto mettere in tasca anche a mo’ di compensazione morale per essere rimasto invischiato, suo malgrado, in una lunga e forse anche estenuante vicenda giudiziaria. Dona con l’intento di dimostrare «il mio profondo apprezzamento – motiva il cavatore – per l’instancabile e prezioso lavoro che volontari e operatori svolgono quotidianamente a servizio di tutti i cittadini».
La stretta di mano
È martedì 31 marzo e Luca Ricci si reca nella sede di Marina di Carrara della Pubblica Assistenza. «Era qui di fronte a me – racconta Fabio Barbieri, responsabile di unità operative, cioè di tutte le sedi, di Carrara e Massa, dell’associazione di volontariato – e ha fatto un bonifico istantaneo a nostro favore». Di 1.053 euro, la cifra, fino all’ultimo euro, del suo risarcimento. Ha mantenuto una promessa: «Aveva espresso da tempo, ben prima della conclusione della causa di fronte al giudice – racconta Barbieri – l’intenzione di devolvere alla Pubblica Assistenza quanto gli sarebbe stato riconosciuto. Se avesse ricevuto diecimila euro, ci avrebbe donato diecimila euro».
E così Barbieri e Ricci, che si erano conosciuti tempo fa in cava, in occasione di corsi per il soccorso, si stringono la mano dinnanzi ai volontari. Tutto fatto. «Tirando un sospiro di sollievo ci ha detto: “Ecco, adesso mi sono liberato di un peso e so che impiegherete questi soldi nel migliore dei modi”»; saranno utilizzati per acquistare dotazioni da mettere a bordo delle ambulanze che ogni giorno corrono a soccorrere chi ha una emergenza o un’urgenza di salute.
Le sue parole
Spiega ulteriormente il suo gesto Luca Ricci che dopo le minacce subite e il ricorso alla denuncia, si era costituito parte civile: «Non sono stato mai mosso da desiderio di lucro, bensì dalla volontà di vedere affermato un principio di legalità e di giustizia di fronte a un atto che ha leso la mia persona».
E, per coerenza con questo principio «ho deciso di trasformare un’ esperienza per me negativa in un’opportunità di valore per la nostra comunità». Poi il cavatore aggiunge parole ancora più significative, che possono rappresentare una lezione per chiunque si trovi a vivere una vicenda ingombrante e dolorosa: «Questo piccolo contributo rappresenta, simbolicamente, la volontà di rispondere a un atto di aggressione con un gesto di solidarietà e di “costruzione” sociale”».
