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Il caso

Lucca, bambino trapiantato resta senza prof: l’ex ciclista Mario Cipollini lancia l’appello social

di Gianni Parrini
La dirigente scolastica e un frame del video
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La dirigente scolastica e un frame del video

La dirigente scolastica spiega: «La vicenda è seguita, le docenti non hanno preso servizio: a giorni nuove nomine»

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LUCCA. “Il bambino e il campione”. Parafrasando De Gregori, potrebbe essere questo il titolo del video con cui Mario Cipollini ha portato sui social la storia di un ragazzino di 10 anni di San Martino in Freddana, reduce da un trapianto di fegato subito a luglio dopo due anni difficilissimi, nei quali la famiglia ha temuto anche il peggio.

Il video del campione

In quel periodo il piccolo, impossibilitato a frequentare la scuola, aveva potuto contare sull’istruzione domiciliare e su un’insegnante di sostegno. Ora sta meglio, ma per alcuni mesi dovrà ancora restare a casa. Il problema è che, a due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, non ha ancora l’insegnante di sostegno che dovrebbe seguirlo a domicilio. Da qui l’appello dell’ex campione: «La maestra non la vorremmo tra una settimana, la vorremmo ieri».

Dietro il ritardo, però, non c’è una mancata attivazione della scuola, che al contrario sta seguendo da vicino il caso. Lo spiegano sia Duccio Di Leo, referente dell’Ufficio scolastico provinciale, sia Fabrizia Rimanti, dirigente dell’istituto comprensivo Lucca 5-Pescaglia, nato dall’unione dei due comprensivi nell’anno scolastico 2024-2025. Le undici ore di sostegno sono state richieste e autorizzate, ma le due docenti individuate tramite le Gps non hanno poi preso servizio.

La scuola

La scuola, nel frattempo, non è rimasta ferma. «Il bambino non è stato lasciato solo – spiega la dirigente –: sono stati attivati collegamenti online, una docente porta a casa compiti e la scuola ha chiesto la disponibilità agli insegnanti del plesso di Monsagrati per garantire alcune ore domiciliari. Se il prossimo turno di nomine Gps non dovesse risolvere il problema, l’istituto potrà procedere con le graduatorie interne e utilizzare anche personale del potenziamento».

«Il caso è noto e la scuola ha già messo in atto tutte le misure possibili per garantire il diritto allo studio – spiega Di Leo dall’Ufficio scolastico provinciale –. Purtroppo le insegnanti individuate hanno rinunciato all’incarico e ora, come da regolamento, non basta scorrere semplicemente la graduatoria: dobbiamo procedere con un nuovo turno di nomine. Contiamo di riuscire a dare al bambino l’insegnante di sostegno già nei prossimi giorni».

La sigla

Sulle cause delle rinunce offre però una lettura diversa Antonio Mercuri, segretario provinciale Flc Cgil. Secondo il sindacalista, a rendere poco appetibile l’incarico concorrono due elementi. Da un lato la conformazione stessa della cattedra, divisa tra il bambino seguito a domicilio a Monsagrati e un altro alunno del Lucca 5, a Ponte a Moriano: sedi distanti, con conseguenti disagi per i docenti. Dall’altro c’è il meccanismo dell’algoritmo Gps, che assegna i posti senza poter valutare la delicatezza dei singoli casi. «Se le nomine fossero ancora in presenza – osserva Mercuri – si potrebbe spiegare subito che si tratta di un incarico particolare».

E cita un precedente: «Anni fa, al Paladini, c’era uno studente sordomuto che comunicava con la lingua dei segni. Prima delle nomine veniva segnalata la necessità di garantire continuità al ragazzo e si chiedeva agli altri docenti di lasciare quel posto all’unica insegnante che conosceva la Lis e poteva seguirlo in modo adeguato. Affidando tutto all’algoritmo, oggi non è più possibile fare questi ragionamenti».

L’Ufficio scolastico conta di effettuare nei prossimi giorni un nuovo turno di nomine. La scuola, intanto, ribadisce di essere in contatto quotidiano con la famiglia e di avere già predisposto soluzioni tampone. Obiettivo comune: fare in modo che il bambino possa tornare ad avere al più presto una figura stabile accanto a sé nel percorso scolastico. 

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