Pistoia, morto sul lavoro a 43 anni: sigilli al cantiere. Inchiesta per omicidio colposo
Sarà disposta l’autopsia sul corpo del 43enne. Sabato 11 ottobre la Giornata nazionale promossa dall’Anmil: «Serve sicurezza, potrebbe toccare a chiunque»
PISTOIA. È stata sequestrata l’area del cantiere dove, nel primo pomeriggio di giovedì primo ottobre, ha perso la vita Ion Romanu, l’operaio di 43 anni di origini moldave, residente ad Asti, precipitato dalla copertura di una tensostruttura in costruzione nella zona industriale di Sant’Agostino. La procura di Pistoia ha già avviato gli accertamenti necessari a chiarire la dinamica della tragedia avvenuta nelle pertinenze della Pepe Global Truck Service, in via Salvemini.
Il procedimento
A coordinare il procedimento è il pubblico ministero Luigi Boccia. Il magistrato ha disposto il sequestro dell’area e incaricato gli organi investigativi di raccogliere gli elementi utili a ricostruire quanto accaduto: dalle condizioni della struttura alle modalità con cui venivano eseguiti i lavori, fino alle misure di prevenzione e sicurezza adottate nel cantiere. Stamattina il fascicolo della polizia giudiziaria non era ancora arrivato in procura; una volta acquisita l’informativa, che era attesa tra il pomeriggio di oggi e la mattinata di domani, 3 ottobre, il pm disporrà l’autopsia sulla salma del lavoratore.
Come avviene in questi casi, sarà aperto un fascicolo per omicidio colposo, inizialmente contro ignoti, passaggio necessario a consentire tutti gli approfondimenti investigativi e gli eventuali accertamenti tecnici. Nessuna conclusione può al momento essere tratta sulle responsabilità: saranno gli esiti delle verifiche, insieme all’esame autoptico e agli accertamenti sul luogo dell’incidente, a chiarire se e in quale modo si sia verificata la caduta.
La vittima
Romanu, dipendente della ditta esterna Glg con sede nel Nord Italia, stava lavorando in quota alla copertura di una tensostruttura, realizzata accanto al capannone della Pepe Global Truck Service. Erano circa le 14 quando l’uomo è precipitato nel vuoto da un’altezza di almeno 9-10 metri. L’impatto con l’asfalto è stato fatale. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 con un’ambulanza della Croce Verde di Pistoia, sezione di Chiazzano, oltre all’elisoccorso Pegaso, attivato in considerazione della gravità dell’evento. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Il Pegaso è ripartito senza caricare nessuno.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche polizia e operatori del Dipartimento prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le prime ipotesi sulla causa della caduta – un possibile cedimento della copertura o un malore – restano tali e dovranno essere verificate dagli inquirenti.
Intanto la morte dell’operaio riporta al centro il tema degli infortuni e dei decessi nei luoghi di lavoro. «Non sono numeri del Lotto e neppure della tombola», dice Alessandro Grassini, presidente territoriale Anmil Pistoia e presidente regionale, richiamando le età delle persone morte tra il 30 settembre e il 1° ottobre. «Sono persone che non fanno più ritorno alle proprie famiglie». Per Grassini, dietro a quella successione di tragedie c’è «un vero dramma, una vera catastrofe», che non può essere liquidata come una fatalità.
Il presidente Anmil
Il presidente Anmil chiede investimenti concreti nella sicurezza, un rafforzamento dei controlli e degli organici ispettivi, oltre a una prevenzione capace di intervenire prima degli incidenti. Nel suo intervento richiama inoltre la questione del lavoro nero, degli appalti e subappalti e della formazione, ribadendo che la sicurezza non deve essere considerata un costo, ma un investimento. «Il morto e l’infortunato costano alla società, all’intera collettività», osserva.
L’Anmil tornerà su questi temi sabato 11 ottobre a Larciano, nell’iniziativa promossa in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Il filo conduttore dell’appuntamento sarà «Potrebbe essere chiunque»: un messaggio che, dopo la morte di Ion Romanu, assume il significato concreto di un richiamo a non abituarsi mai a queste tragedie.
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