Morti nel rogo della palazzina a Lucca, il ricordo della cognata: «Gianluca si prendeva cura di lei» – Le ultime ore della coppia
Luana Rossi ricostruisce gli ultimi anni di vita della coppia deceduta nell’incendio. Intanto, per capire l’origine delle fiamme si attende la relazione dei vigili del fuoco
LUCCA. «Ogni sera Gianluca aspettava che Maria Grazia si addormentasse sul divano prima di andare a letto. Quando è partito l’incendio, sono sicura che dormissero già tutti e due». È un’abitudine della coppia a cui Luana Rossi, cognata di lui, ripensa da quando le fiamme di San Vito hanno ucciso entrambi. Maria Grazia Giorgetti, 73 anni, è stata trovata nel soggiorno, Gianluca Del Papa, 65 anni, in camera da letto. Luana e suo marito sono stati ascoltati in questura. «Non sanno ancora come sia scoppiato l’incendio. Da quello che ho capito, lui non se n’è neanche reso conto».
La procura
La procura attende la relazione dei vigili del fuoco, che dovrà descrivere la situazione trovata nell’appartamento e valutare le possibili cause del rogo. Sulla base del rapporto potranno essere disposti ulteriori accertamenti specifici. L’ipotesi principale è quella dell’innesco attraverso una sigaretta rimasta accesa. La bombola di ossigeno – che Maria Grazia aveva con sé da poche settimane – non è esplosa ma resta da capire se l’ossigeno erogato attraverso la mascherina abbia favorito la rapida propagazione delle fiamme.
Restano intanto critiche le condizioni di Danila Lucchesi, l’inquilina del secondo piano della palazzina di via Corsica, ricoverata a Pisa dopo essere stata rianimata sul piazzale. Quando, meno di un anno fa, le fu consegnato il nuovo alloggio, era così emozionata che si bloccò di fronte alla porta: un’addetta dei servizi sociali del Comune dovette aprirle e invitarla ad entrare.
Le vittime
Tornando alle due vittime, a raccontare i loro ultimi anni di vita è dunque Luana, moglie del fratello più piccolo di Gianluca. Abita poco distante dalla palazzina Erp e conosceva l’uomo da ben 36 anni. «Aveva combattuto per vent’anni contro il morbo di Hodgkin, facendo chemioterapia. Aveva un fisico debilitato, ma si occupava ugualmente di Maria Grazia. Non erano sposati ma era come se lo fossero: stavano insieme da più di vent’anni. Da giovane Maria Grazia era una bellissima donna. Erano una coppia normale, con le loro difficoltà».
L’episodio di due anni fa
Due anni fa Maria Grazia era stata investita a Nave. «Aveva riportato un trauma cranico grave ed era rimasta per più di un mese tra la vita e la morte – racconta Luana –. Gianluca praticamente viveva a Cisanello per starle vicino». Dopo il ritorno a casa, secondo la cognata, qualcosa era cambiato nella 73enne: «All’inizio sembrava essersi ripresa, poi ci siamo accorti che non era più quella di prima». Negli ultimi mesi Maria Grazia aveva bisogno di aiuto e Gianluca aveva attivato i servizi del Comune e dell’Asl. La donna trascorreva molto tempo sul divano del soggiorno e voleva dormire lì.
Il racconto
«Mio cognato mi diceva che aspettava che si addormentasse prima di andare a letto», racconta Luana. È un’abitudine su cui oggi prova a ricostruire gli ultimi istanti dei due. Avevano chiesto l’alloggio di San Vito proprio per avvicinarsi alla famiglia di lui. «Io vivo dietro le scuole elementari, con mio marito e l’altro fratello. Se avevano bisogno, potevo raggiungerli anche a piedi». Gianluca passava spesso il pomeriggio dai nipoti: «Veniva quasi tutti i giorni verso le cinque, si fermava una mezz’ora e parlava con loro». È attraverso quelle conversazioni che Luana ha saputo della prescrizione dell’ossigeno. «Nelle ultime settimane Maria Grazia si era fatta prescrivere la bombola. Io non lo sapevo: me l’hanno raccontato i miei figli. Quando l’avevo vista a giugno non l’aveva ancora. Fumava moltissimo, questo l’ho detto anche in questura». Luana non conosce il motivo della prescrizione e non sa se l’ossigeno abbia avuto un ruolo nell’incendio. Può darsi, però, che Maria Grazia avesse ancora poca dimestichezza con la bombola.
Dall’incontro con gli investigatori è uscita con poche certezze. «Le indagini sono aperte – dice – Non ci hanno detto se faranno l’autopsia e pertanto non possiamo fissare i funerali».
Luana, dunque, aspetta di sapere quando potrà salutare Gianluca e Maria Grazia e recuperare le loro cose. «Non ci sono fotografie di loro (quelle pubblicate su alcuni quotidiani sono sbagliate, ndr). Gli scatti che avevano insieme sono nel garage che per ora è sotto sequestro».
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