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Lucca, oltre il diabete: a 17 anni Francesco affronta a nuoto lo stretto di Messina

di Michele Masotti
Lucca, oltre il diabete: a 17 anni Francesco affronta a nuoto lo stretto di Messina<br>

La diagnosi a 15 anni, poi gli allenamenti

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LUCCA. Quando a 15 anni ti viene diagnosticato il diabete mellito, c’è il rischio che il mondo possa crollarti addosso. Una patologia cronica che non rappresenta un limite ma, anzi, può trasformarsi in un punto di forza. È il messaggio lanciato dal 17enne Francesco Andreuccetti, studente lucchese del liceo classico Machiavelli e nuotatore del Gymnic Club, che martedì 8 settembre sarà uno dei protagonisti della terza edizione della “Traversata dello stretto di Messina”, un appuntamento che unisce sport e medicina con la consapevolezza che il diabete di tipo 1 non definisce i limiti di una persona.

Seguito dai medici del reparto di Diabetologia del Campo di Marte e dall’Associazione Lucchese Diabetici, quando martedì prossimo Francesco percorrerà i 3,5 chilometri della nuotata non competitiva avrà con sé il sostegno di tutte quelle persone, in primis i suoi familiari e il gruppo di amici, che lo hanno supportato in questi mesi di allenamento.

«Nuotare in acque libere è completamente diverso dallo svolgere la medesima attività tra le corsie – spiega il giovane allenato da Valentina Terconi –. Per questo motivo ringrazio pubblicamente i componenti livornesi della Rotatoria del Gabbiano che mi hanno trasmesso la passione del mare. Mi piacerebbe completare la traversata sotto i cinquanta minuti ma sarà già bello portarla a compimento. A volte le persone con il diabete tendono a sentirsi smarrite o a sentirsi escluse. Io credo molto in queste manifestazioni, nell’essere parte di un gruppo: se ci sono riuscito io, possono farcela tutti».

Dopo un comprensibile momento di choc quando gli venne comunicata la diagnosi, Andreuccetti ha intrapreso il suo percorso con il diabete alla stregua di una sfida personale. A tal punto da tatuarsi sul braccio destro la data della diagnosi accompagnata dal motto latino “ad astra per aspera” (verso le stelle attraverso le difficoltà). «Ragazzi come Francesco possono compiere imprese di questo tipo – afferma la dottoressa Cristina Lencioni, dirigente medico dell’Unità operativa semplice di Diabetologia di Lucca –. Durante la traversata la glicemia sarà perennemente monitorata grazie alla presenza di un gruppo di esperti».

Affiancato da Piero Masi e Rossano Pollacchi, il presidente dell’Associazione Lucchese Diabetici Alessandro Tambellini ha evidenziato la forza del messaggio lanciato dal giovane Andreuccetti.

«L’obiettivo è far capire a coloro che sono affetti dalla patologia che si può condurre ugualmente una vita normale – dice l’ex primo cittadino –. I progressi compiuti nelle cure e l’alta qualità dell’apposito reparto del Campo di Marte sono due garanzie. Nessuno deve sentirsi menomato rispetto agli altri a causa di questa malattia. Vogliamo che ognuno possa sentirsi parte di una comunità».

Prima di congedarsi dai medici e dagli infermieri del Campo di Marte, tutti con una t-shirt di buon auspicio in vista della traversata, Andreuccetti ha ricordato l’importanza dell’attività fisica. «Ho avuto la fortuna di essere stato buttato in acqua quando avevo tre anni – scherza il giovane –. L’attività sportiva tende ad abbassare la glicemia, stesso discorso per la corretta alimentazione. Ma pure gli amici sono vitali in questo percorso». Proprio vero che chi trova un amico trova un tesoro. l


 

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