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Il processo

Lucca, Cavati morì travolto dal muletto: quattro imputati per omicidio colposo

di Pietro Barghigiani

	Il luogo dell'incidente e Luca Cavati
Il luogo dell'incidente e Luca Cavati

Il tragico incidente avvenne la mattina del 12 novembre 2024 sul piazzale della Cartiera Modesto Cardella a San Pietro a Vico

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LUCCA. Quattro richieste di rinvio a giudizio per la morte di Luca Cavati, travolto e ucciso da un muletto la mattina del 12 novembre 2024 sul piazzale della Cartiera Modesto Cardella a San Pietro a Vico. Originario di Pescia, residente a Spianate di Altopascio, Cavati aveva 69 anni.

Quattro imputati

L’udienza preliminare è fissata davanti al gup Raffaella Poggi (pm Lucia Rugani) . Rispondono del reato di omicidio colposo il mulettista, il legale rappresentante dell’azienda, il responsabile della sicurezza all’interno della fabbrica e quello delegato per le attività sul piazzale. Le indagini furono affidate alla polizia e, nel dettaglio tecnico sulla normativa per la sicurezza nei luoghi di lavoro, poi passate ai tecnici dell’Asl. Al centro della disputa giudiziaria ci sono le regole che per l’accusa non sarebbero state seguite dagli indagati, ciascuno nel proprio ruolo di responsabilità oggettiva e soggettiva, sulle manovre nel piazzale da parte del mulettista e riguardo anche alla sua formazione sull’antinfortunistica. Andrà chiarito se e in che modo sia stata rispettata la segnaletica esterna, così come la circolazione dei carri elevatori e dei pedoni in quell’area dell’azienda dove è avvenuto il tragico investimento del sessantanovenne.

Il tragico evento

Cavati morì praticamente all’istante investito e ucciso da un muletto mentre attraversava il piazzale esterno a piedi per consegnare le bolle di accompagnamento negli uffici dello stabilimento. Non ci fu nulla da fare per l’uomo, dato il carrello elevatore del peso di otto quintali che aveva appena caricato due balle di carta da macero scaricate da un autoarticolato. Dai riscontri effettuati dagli inquirenti era emerso che il conducente del muletto - dipendente di una cooperativa di Altopascio e in possesso di patente per guidare il mezzo meccanico - al momento in cui aveva investito, senza accorgersene, il dipendente della cartiera, stesse procedendo in avanti e non in retromarcia come emerso subito la tragedia. Cavati era molto conosciuto a Pescia, città di origine dove non abitava da tempo (era infatti residente a Spianate di Altopascio, e prima ancora a Uzzano) ma con la quale aveva ancora stretti legami, tra amici e conoscenti. Aveva iniziato a lavorare nel settore floricolo con un’impresa individuale, e frequentava il Mercato dei fiori. Poi diversi problemi di salute lo avevano costretto a cambiare professione e a lavorare ancora a 69 anni per poter arrivare alla pensione. Moglie e figli si costituiranno parte civile.

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