Paganico, la tomba è più corta della bara: salta la tumulazione del defunto
La rabbia del fratello di Giuliano Fanucchi: «Episodio che lascia senza parole»
PAGANICO. Una vicenda che lascia sgomenti e che aggiunge dolore al dolore. È quanto accaduto al cimitero di Paganico, dove la sepoltura di Giuliano Fanucchi, noto commerciante, titolare con la moglie della storica camiceria Cerri in via Fillungo e inventore di diversi brand, si è trasformata in un’odissea burocratica e materiale difficile da accettare. Fanucchi è morto il 24 dicembre all’età di 76 anni; i funerali si sono svolti il 27 dicembre, ma da quel giorno la bara non ha ancora trovato una collocazione definitiva.
Il motivo è presto detto: nel cimitero di Paganico, dove Fanucchi risiedeva, non c’erano posti disponibili per la sepoltura in terra. Una situazione che ha costretto i familiari ad attendere la predisposizione di nuove sedi di inumazione, nel frattempo con la bara collocata nella cappellina del cimitero. Fin qui, pur tra amarezza e disappunto, la famiglia aveva cercato di comprendere le difficoltà legate al periodo festivo e alla carenza di spazi.
La brutta sorpresa è arrivata però ieri mattina, quando i parenti si sono nuovamente riuniti per l’inumazione. La fossa predisposta per l’inumazione non era sufficientemente grande per accogliere la bara. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, si è dovuto rinunciare: la bara è stata riportata nella cappellina, in attesa che la tomba venga ampliata.
A denunciare l’accaduto è il fratello del defunto. Luciano Fanucchi, professore in pensione, cultore e divulgatore di storia locale e per un breve periodo assessore della giunta Martinelli, non nasconde l’indignazione.
«La tomba è stata fatta nuova in questi giorni – racconta – perché nei quindici giorni trascorsi dal funerale non c’erano spazi disponibili. Ne hanno scavate due, ma entrambe risultano di una misura difforme da quella standard. Così la bara non entra».
Secondo quanto riferito ai familiari, il problema sarebbe legato alle dimensioni non corrette delle fosse realizzate dalla ditta incaricata dei lavori.
«Nel 2026 – prosegue – è inaccettabile che una famiglia debba aspettare quindici giorni e poi scoprire che nemmeno la tomba è fatta a misura. Capisco le feste, il Natale, ma questo episodio lascia senza parole».
Fanucchi parla di un disservizio che va oltre il singolo caso: «Qui non si tratta di un dettaglio. È una questione di rispetto per i morti e per i vivi».
A rendere ancora più evidente il problema, spiega, sarebbe anche il confronto con una tomba adiacente, più lunga di 15-20 centimetri. «Qualcosa evidentemente non ha funzionato», osserva, chiedendo che vengano chiarite le responsabilità. Dell’accaduto sarebbe stato informato anche il sindaco Giordano Del Chiaro.
Ora la sepoltura resta sospesa, in attesa che la fossa venga ampliata e resa idonea.
Un epilogo che i familiari sperano arrivi presto, per poter finalmente dare l’ultimo saluto a Giuliano Fanucchi senza altri ostacoli. Ma resta l’amarezza per una vicenda che, al di là del singolo caso, solleva interrogativi sulla gestione delle sepolture pubbliche e sull’efficienza dei servizi cimiteriali. l
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