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Livorno

L'iniziativa

Il livornese e la balena pisana: «La voglio riportare a casa» - Il maxi progetto che coinvolge Orciano

di Francesca Suggi

	A sx lo scheletro di 10 metri della balena ritrovato a Orciano, a dx i progetti
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A sx lo scheletro di 10 metri della balena ritrovato a Orciano, a dx i progetti

Lo scrittore Antonio Contini sogna di trasformare il borgo delle sue radici familiari nel “Paese della Balena”: «Piazza, installazioni, murales dedicati allo scheletro che fu ritrovato nel 2007»

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LIVORNO. Il livornese e la balena pisana. Lo scrittore labronico Antonio Contini, 39 anni in Cna e il sogno di trasformare il borgo delle sue radici familiari, Orciano, nel “paese della Balena”. Proprio quella balena - uno scheletro di 10 metri - che lì fu trovata nel 2007. Eppure nel borgo non c’è traccia di quella maxi scoperta che fa identità. «La balena che fu ritrovata nel mio borgo del cuore è esposta a Firenze. La sua anima deve tornare a Orciano». È racchiusa in questa frase l’idea che da anni accompagna l’autore e sognatore, 65 anni.

Idea che Contini insieme al Comune di Orciano e a un blasonato studio milanese di architettura e ingegneria, Lombardini 22, ha trasformato in un progetto che vale 500mila euro. Lui la mente, gli altri le braccia operative. Ora servono soldi ma ci sono rendering di come si intende “trasformare” il paese. Con una piazza dedicata, installazioni (proposte anche alla discarica di Scapigliato da mettere lungo la strada); passerelle a mo’ di scheletro di balena, murales. «La famiglia di mio padre è originaria proprio di Orciano Pisano, ho venduto la casa che avevo lì solo pochi mesi fa: Orciano rappresenta le mie radici».

La balena ritrovata

«Un po’ alla volta ho coinvolto amministratori, professionisti, associazioni e realtà importanti del mondo dell’architettura e della progettazione», continua Contini che è la scintilla labronica da cui tutto è partito. Un sogno legato a una storia. Che comincia nel 2007, quando nelle campagne di Orciano viene ritrovato lo scheletro quasi completo di una balena vissuta tre milioni di anni fa, quando quella parte della Toscana era sommersa dal mare. Il fossile, di circa dieci metri, viene recuperato, restaurato e successivamente trasferito al Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. Un patrimonio scientifico eccezionale. «A me è sempre rimasta una domanda: che cosa è rimasto a Orciano di quella scoperta? A oggi niente, da qui nasce il mio progetto di “riportarla a casa”», continua.

Il motore livornese del progetto

Per Contini il progetto della balena assume un significato personale: recuperare una storia straordinaria del territorio significa rendere omaggio alle proprie radici familiari e alle generazioni che lo hanno preceduto. «Lo faccio – racconta – anche per onorare la mia famiglia e il legame che mio padre e i suoi familiari hanno avuto con questo paese». Non si vuole riportare fisicamente lo scheletro nel paese, ma fare qualcosa di forse ancora più ambizioso: riportarne simbolicamente l’anima, facendo della balena un segno riconoscibile dell’identità di Orciano. «Servono tanti soldi, abbiamo fatto rendering di come vorremmo fosse trasformata la piazza, mi piacerebbe che fosse chiamata “piazza della Balena di Orciano”e altre zone del borgo con installazioni del cetaceo con materiale riciclato, un museo diffuso, uno spazio di realtà aumentata a tema, murale». Chi lo finanzierà? «Servono pazienza e costanza, noi confidiamo nelle istituzioni».

Quella che era nata come una sfida – chiedere a una grande società milanese di interessarsi alla storia di una balena fossile trovata in un paese delle colline pisane – trova ascolto.

Livorno, Orciano, Milano

Il progetto suscita interesse e il rapporto con Lombardini22 porta la mente livornese e la balena di Orciano fino a Milano. Il momento di maggiore visibilità arriva con il Fuorisalone, quando Lombardini22 dedica alla storia della balena di Orciano un'importante iniziativa nei propri spazi milanesi. «Negli uffici viene realizzata una spettacolare balena lunga circa dieci metri, costruita in plexiglass e acciaio, trasformando per alcuni giorni la storia paleontologica di Orciano in un elemento centrale di comunicazione, architettura e design», racconta.

Così l’iniziativa di un livornese con profonde radici familiari a Orciano approda a una delle manifestazioni più conosciute del panorama del design italiano. «È la dimostrazione - dice lo scrittore - che quell’idea, apparentemente troppo grande per un piccolo paese, può invece trovare interlocutori capaci di darle forza».

E ancora: «Uno scheletro trovato casualmente sotto mezzo metro di terra può rappresentare qualcosa di più di un reperto scientifico. Può diventare l'identità di un paese. Il fossile originale resterà giustamente custodito e valorizzato a Firenze. Ma Orciano può riappropriarsi della sua storia», aggiunge Contini.

Tra rendering e proposte

I rendering che accompagnano il progetto e che mostrano una grande struttura ispirata alle forme della balena non sono stati realizzati da Lombardini22, ma da uno studio di architettura fiorentino. Poi c’è il depliant con cui il progetto viene pubblicizzato. «L’idea raffigurata nelle immagini è quella di un luogo fortemente simbolico: una successione di elementi verticali e archi che richiamano idealmente le costole del cetaceo, percorsi pedonali, spazi panoramici e strutture integrate nelle colline di Orciano - spiega Contini - . Non semplicemente un monumento, dunque, ma un luogo da attraversare e vivere. E soprattutto un segno che dica immediatamente al visitatore: questa è la terra della balena». Nel tempo il progetto si è allargato. L’idea di Contini è trasformare progressivamente Orciano Pisano nel “paese della Balena”, costruendo intorno alla scoperta del 2007 un'identità culturale, turistica e ambientale.

Tra le proposte elaborate ci sono ricostruzioni tridimensionali, realtà virtuale e aumentata, percorsi didattici, attività per le scuole, installazioni artistiche, comunicazione diffusa nel paese e iniziative capaci di coinvolgere associazioni, cittadini, attività economiche e visitatori.

«L'obiettivo - va avanti lui che tra gli altri libri ha scritto “Ottanta brevi emozioni - non è realizzare una singola opera, ma fare in modo che la balena diventi il filo conduttore attraverso il quale raccontare Orciano. Scienza, paleontologia, turismo, paesaggio, arte e memoria possono diventare parti dello stesso racconto».

L’installazione di 10 metri

Una balena di dieci metri sulla collina. Questa è un’altra delle iniziative in cantiere. «È in fase di studio e collaborazione: realizzare una balena lunga circa dieci metri utilizzando materiali riciclati. L'idea sarebbe quella di collocarla su una collina ben visibile, facendone un grande segno nel paesaggio. Una presenza capace di essere riconosciuta anche da lontano. Quasi una sentinella sulle colline di Orciano». Si sottolinea che il progetto è ancora embrionale e dovrà essere sviluppato sotto il profilo tecnico, artistico e autorizzativo, ma rappresenta bene la direzione che Contini vorrebbe dare all’intera iniziativa: la balena non chiusa dentro un edificio, ma diffusa nel territorio. Capace di diventare parte stessa del paesaggio.

«Il mio ruolo è accendere l’idea e continuare a tenerla viva: non riportare a Orciano le ossa della balena. Riportare a casa la sua anima», chiude.


 

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