Il Tirreno

Il grande tesoro

Il Louvre contatta l’Accademia di Belle Arti di Carrara e chiede due gessi di Canova

di Giovanna Mezzana

	Venere e Adone e la statua di Napoleone
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Venere e Adone e la statua di Napoleone

Saranno esposti in una grande mostra dedicata al Maestro: uno dei pezzi è ora nella mini gipsoteca di via Eugenio Chiesa, l’altro è nella fase finale di un complicato restauro

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CARRARA. Che soddisfazione. Uno dei più prestigiosi musei al mondo desidera qualcosa che Carrara ha, e che l’ateneo apuano delle Belle Arti custodisce. Alziamo il velo: il Louvre “contatta” l’Accademia per avere in prestito due gessi di Antonio Canova. Tra un anno, nell’ottobre 2027, il Tempio mondiale dell’arte dedicherà una grande mostra allo scultore neoclassico per eccellenza, e ha decretato che quei due gessi del Grande Maestro devono assolutamente fare parte della dotazione espositiva. Con l’assenso della Soprintendenza alle Belle Arti – i gessi sono beni tutelati dallo Stato, “in consegna” all’Accademia – due opere di Canova giungeranno dunque a Parigi.

La scelta

Ai piedi delle Apuane, sono una dozzina i gessi canoviani: fanno parte della collezione di sculture in gesso dell’Accademia di Belle Arti, che è una delle gipsoteche più preziose d’Italia, il cui tratto-unicum è quello di rappresentare la Scuola carrarese dell’800, composta da nomi tra cui spiccano Carlo Finelli, Benedetto Cacciatori, Pietro Tenerani. È composta da 265 pezzi la gipsoteca del Palazzo del Principe, di cui 50-60 davvero pregiati.

Tra la dozzina di gessi di Canova, c’è la famosissima Maddalena giacente ma anche due pugilatori, Creugante e Damosseno, una cui copia – identica – venne battuta all’asta londinese di Sotheby’s nel 2009 per 460mila euro: e non stupisce affatto che arrivasse dalla collezione privata di Gianni Versace che – dissero allora i “biografi” del grande stilista – teneva le due mitiche figure-opera dello scultore in camera da letto; e poi c’è il bozzetto del Monumento funebre a Vittorio Alfieri, che è un pezzo unico, neppure Possagno, Il Museo Gypsotheca Antonio Canova, ce l’ha.

Ebbene, la scelta del Louvre è ricaduta su due gessi in particolare: Venere e Adone, oggi esposta nella gipsoteca-mignon che l’Accademia ha creato riallestendo alcuni locali al civico 15 di via Eugenio Chiesa, qui c’è un saggio dell’intera collezione dell’ateneo, una quindicina di opere; Parigi desidera anche Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore, pezzo attualmente in restauro, a cura di Carlo Sassetti, docente di metodologie e tecniche dell’affresco e di restauro degli affreschi e dei dipinti murali all’Accademia carrarese, e di Miriam Ricci, docente di restauro dei materiali lapidei all’ateneo apuano delle Belle Arti.

Grande cura

Si tratta di un restyling davvero molto complesso, per il quale si dovrebbe essere ormai alla fase finale: e rappresenta senza dubbio uno stimolo in più per volgere al termine l’idea che l’effetto della complicata impresa possa deliziare, tra un anno, un pubblico mondiale.

I prossimi passi

Per la metà di novembre l’Accademia di Belle Arti attende la visita di una rappresentanza del Louvre che dovrà curare l’operazione di “prestito” in ogni dettaglio: ed è probabile che fornisca anche qualche consiglio utile per “i ritocchi” al Napoleone-Marte pacificatore. Carrara e il suo ateneo, intanto, possono assaporare con meritata soddisfazione l’interessamento per i propri gioielli di uno dei più celebri musei al mondo.

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