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Livorno

La decisione

Livorno, discoteca chiusa per 50 giorni: i motivi della sospensione

di Martina Trivigno
La discoteca e polizia e carabinieri davanti alla porta d’ingresso
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La discoteca e polizia e carabinieri davanti alla porta d’ingresso

Il questore ha disposto la sospensione nei confronti del locale “Precisamente a Calafuria”: nel mirino gli addetti alla sicurezza a cui è stato contestato l’uso illegittimo della forza

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LIVORNO. Cinquanta giorni con le porte chiuse. Per la discoteca “Precisamente a Calafuria” arriva la sospensione più lunga mai disposta nei confronti del locale sul Romito. A firmare il provvedimento è stato il questore Michele Abenante, dopo gli accertamenti delle forze dell’ordine.

«Criticità»

Nel mirino, gli steward del locale: la vicenda risale alla notte del 12 settembre, quando i carabinieri sono intervenuti dopo una segnalazione al 112 e, nel corso degli accertamenti – fa sapere la Questura – sono «emerse gravi criticità nella gestione della sicurezza, tra cui un uso illegittimo della forza fisica».

Da qui la decisione presa dal questore, ma non è la prima volta che accade: negli ultimi anni, infatti, il locale era stato chiuso altre quattro volte, per un totale di 70 giorni, sempre «per ragioni legate a gravi turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica».

E ora una misura ancora più severa: 50 giorni di sospensione, ben oltre i 15 previsti come termine ordinario. Il provvedimento è stato preso dopo il lavoro della polizia amministrativa e sociale della Questura e in collaborazione con l’Arma dei carabinieri. I gestori, al momento, preferiscono non commentare.

Il prefetto

E sulla vicenda interviene anche il prefetto, Giancarlo Dionisi, che ringrazia il questore Abenante e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Dario Mineo, «per l’importante attività svolta, che ha condotto all’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività del locale per 50 giorni». Poi Dionisi torna a mettere in luce una questione che considera particolarmente delicata: la posizione della discoteca, a ridosso della strada statale Aurelia.

«La sicurezza è un valore unitario, che non può essere circoscritto al solo contrasto della criminalità o alla tutela dell’ordine pubblico. Sicurezza significa protezione della persona e della sua incolumità, in ogni luogo e in ogni circostanza della vita quotidiana, compresi naturalmente i luoghi del divertimento e dello svago», sottolinea Dionisi. Il prefetto spiega di essere intervenuto personalmente più volte per richiamare l’attenzione delle istituzioni sui rischi legati alla vicinanza con una strada percorsa da un traffico significativo anche nelle ore notturne.

«Non è sufficiente assicurare che le persone possano uscire rapidamente dal locale – conclude il prefetto – : occorre anche garantire che, una volta all’esterno, non si trovino esposte a pericoli altrettanto gravi. La prevenzione deve sempre precedere gli eventi e la tutela della vita e dell’incolumità delle persone non può ammettere sottovalutazioni». 

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