Chiesa
Blocco dei tir, Meloni convoca il cdm: decreto per autotrasporto e agricoltura. «Rimborsi e aiuti»
L’appello: la mobilitazione dell’autotrasporto rientri nel rispetto della legge. Rixi: «Chiediamo di smobilitare i blocchi, stanno creando grossi problemi ai cittadini, sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree»
ROMA. Oltre un miliardo sbloccato, con rimborsi al via da oggi. Il governo assicura che darà seguito immediato agli impegni assunti con l’autotrasporto contro il caro carburanti, e ora si aspetta che vengano rimossi i blocchi stradali che stanno paralizzando diverse aree del Paese, soprattutto al Sud.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato risorse per compensare i maggiori costi del gasolio e contributi per il rinnovo dei mezzi: si tratta di 434,8 milioni per compensare i maggiori costi del gasolio e circa 590 milioni per il rinnovo dei mezzi. I pagamenti riguarderanno circa 32mila autotrasportatori, con l’obiettivo di coprire fino al 70% dei maggiori costi sostenuti per il carburante.
Il cdm
Per blindare questo impegno arriverà un decreto legge nel prossimo Consiglio dei ministro, convocato per domani, 22 ottobre, dalla premier Giorgia Meloni. La riunione dovrebbe tenersi alle 12. «Il Governo è impegnato da giorni per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell’autotrasporto», garantisce Palazzo Chigi, annunciando oltre alle misure per i tir anche «ulteriori risorse per il comparto agricolo».
L’appello
Da qui l’appello: la mobilitazione dell’autotrasporto rientri nel rispetto della legge. «Chiediamo di smobilitare i blocchi», ha ribadito il viceministro al Mit Edoardo Rixi, «perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree». Il governo avverte che impedire la libera circolazione e aggredire altri lavoratori significa uscire dal terreno della protesta ed entrare in quello dell’ordine pubblico. «Temiamo infiltrazioni di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l’autotrasporto», ha detto Rixi. «Verificate qualche casellario giudiziario», il ministro Francesca Lollobrigida.
La filiera e le richieste
Le ripercussioni delle proteste dei tir coinvolgono l’intera filiera produttiva e della distribuzione: camion fermi, consegne ritardate, perdite per le imprese e rischi per la continuità delle forniture. A rischio produzioni tipiche come la mozzarella. La situazione è molto grave, le aziende del settore sono ferme ormai da due giorni e mezzo. «Il governo deve trovare una soluzione, bisogna trovare il modo di ritornare alla normalità. C’è anche un tema di affidabilità del comparto, non possiamo fare mancare il prodotto, anche nell’ottica dell’export», l’appello del direttore del Consorzio per la Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Pier Maria Saccani, sentito da LaPresse.
La richiesta di un intervento immediato «per porre fine ai blocchi» arriva dalle principali associazioni dell’autotrasporto, da Anita a Unatras.
Dopo la riapertura del dialogo e gli impegni sulle risorse, sottolineano, proseguire con i blocchi non è più giustificabile e «finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica».
«Il governo deve intervenire immediatamente per ripristinare la libera circolazione delle merci», l’uguale richiesta di presidente di Contrasporto e e vicepresidente di Confcommercio Pasquale Russo. A preoccupare è l’allargamento delle proteste a gruppi estranei al settore. Russo denuncia il coinvolgimento di «professionisti delle manifestazioni», politici e persone che puntano a costruire un consenso personale. Una situazione che, secondo Russo, rende la mobilitazione sempre più difficile da ricondurre a una normale vertenza sindacale.
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