Il Tirreno

Livorno

L’operazione

Santuario Montenero, ex voto tolti dalle pareti: il restauro delle gallerie prende il via

di Claudia Guarino

	La galleria piena di ex voto e la stessa galleria dopo l’operazione di rimozione temporanea
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La galleria piena di ex voto e la stessa galleria dopo l’operazione di rimozione temporanea

Dopo l’opera di ristrutturazione i “grazie” alla Madonna torneranno al loro posto: così migliaia di messaggi sono stati stoccati in locali provvisori. La diocesi: «Un patrimonio immenso»

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LIVORNO. Vedere quei corridoi vuoti fa impressione. Lì prima c’erano centinaia e centinaia di ringraziamenti alla Madonna. Adesso non c’è più niente. Solo pareti da tinteggiare e corridoi da ristrutturare. Ma niente paura, l’anno prossimo tutti gli ex voto torneranno al loro posto nel Santuario di Montenero. Giusto il tempo, per la Diocesi, di completare l’opera per restaurare gallerie ormai vecchie.

«Oggi (ieri 14 ottobre, ndr) abbiamo finito di togliere gli ex voto dalle pareti – spiega Valentina Campedrer, coordinatrice dell’ufficio per i Beni culturali, Arte sacra ed edilizia di culto della Diocesi di Livorno – è stato un lavoro lungo, ma ce l’abbiamo fatta. E a breve partiranno gli interventi sulle gallerie, che sono già stati affidati e che devono finire entro fine anno». A quel punto gli ex voto, inventariati e ripuliti, saranno rimessi al loro posto.

I ringraziamenti

Quanti esattamente siano questi messaggi di ringraziamento alla Madonna è impossibile da sapere. Monsignor Paolo Razzauti, vicerettore del Santuario, ha stimato la presenza di 12mila pezzi, ma potrebbero essere anche di più. «Immune in un grave incidente avvenuto il 27 giugno 2018. - è uno dei messaggi fino a poco tempo fa esposto sulle pareti -. Per grazia ricevuta». Accanto, la foto di uno scooter con un uomo a terra, un’ambulanza e una squadra di soccorritori. «Ringrazio la Madonna per essere uscito senza un graffio». Accanto, un’auto con la fiancata distrutta. Data: 5 febbraio 2019.

«La giovinetta Ponsivino fu rapita dai turchi ad Antignano, che la portarono a Costantinopoli. Invocò la Madonna di Montenero, lei la ascoltò. E il fratello riuscì a ricondurla a Livorno». Accanto, una veste. Data: 1. 800. Di messaggi come questi, che disegnano anche la storia della città, i muri del Santuario sono pieni. O meglio, erano pieni.

Il trasloco

Adesso quasi tutti gli ex voto (quelli della galleria alla destra del pronao e quelli della galleria di sinistra che arriva nella chiesa del crocifisso) sono stoccati temporaneamente in altre stanze del Santuario. «Abbiamo da ristrutturare le gallerie - così aveva raccontato al Tirreno don Razzauti -. Toglieremo via tutti gli ex voto, che dovrebbero essere sui 12mila, puliremo le gallerie e li rimetteremo a posto. È un lavoro grosso perché alcune parti di muratura sono messe male e lo faremo in accordo con la Soprintendenza e con l’ufficio beni culturali della Diocesi. Cercheremo anche contributi». Tra cui figurano i 200mila euro di recente ottenuti dalla Regione Toscana.

La catalogazione

Ed ecco che qualche mese fa Campedrer, insieme al direttore dell’archivio diocesano don Giorgio Splendido e al geometra Cristian La Rosa, hanno iniziato lo spostamento e la catalogazione degli ex voto. «Questo lavoro - dice Valentina Campedrer - è importante perché ci permette di fare il punto della situazione su un patrimonio infinito e di scoprire le storie delle persone, oltre che di ritrovare angoli della Livorno del passato».

I lavori

Completato lo spostamento degli ex voto, ora si passa ai lavori di ristrutturazione veri e propri. E una volta terminati anche questi (l’obiettivo è farcela entro fine anno) gli ex voto torneranno al loro posto rispettando un ordine che la Diocesi valuterà insieme alla Soprintendenza. «Qui – ricorda Campedrer – si sta facendo un’operazione culturale importantissima».

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