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Controlli e sicurezza

«Era con me, ho visto tutto»: le bugie degli amici per scagionare i conducenti durante gli incendi – I due casi finiti nel mirino in Toscana

di Redazione web

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Due episodi distinti a Firenze, due versioni false e amici pronti a confermarle: le verifiche della polizia municipale hanno svelato i tentativi di scaricare la responsabilità degli incidenti sugli altri conducenti

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FIRENZE. Alcune persone hanno fatto dichiarazioni non rispondenti a verità in occasione di due incidenti stradali rilevati dall’Autoreparto della polizia municipale a Firenze e sono state denunciate.

Il primo episodio

Il primo risale a fine luglio scorso quando una pattuglia è intervenuta in via Masaccio, nei pressi dell'incrocio con viale Don Minzoni, per un sinistro tra due motociclisti. Concluso i rilievi gli agenti sono andati in ospedale, dove i due conducenti erano stati ricoverati, per gli accertamenti sull'eventuale guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Dagli esami è emerso che uno dei due, ritenuto dagli agenti responsabile della violazione all'origine all'incidente, aveva livelli di alcol lievemente superiori al limite.

L’uomo però ha negato ogni responsabilità fornendo una versione in contrasto con la ricostruzione della Polizia Municipale e attribuendo all'altro conducente una manovra vietata che avrebbe causato l'incidente. A sostegno della sua buona fede ha fornito anche i nominativi di due testimoni, a suo dire presenti al momento dell’evento. Le immagini delle telecamere non hanno però confermato il suo racconto e hanno permesso agli agenti di accertare che nessuno dei testimoni si trovava sul posto. Convocati dalla Polizia Municipale, i due, risultati amici dell'uomo, hanno inizialmente confermato la loro presenza.

Messi di fronte alla ricostruzione degli agenti, hanno poi ammesso di aver voluto aiutare l'amico a ottenere il risarcimento addossando ingiustamente la responsabilità all'altro coinvolto. I due testimoni sono stati quindi deferiti all'Autorità giudiziaria in stato di libertà per favoreggiamento personale e, in concorso con il conducente, per calunnia.

Il secondo caso: stessa dinamica

Stessa dinamica nel secondo caso avvenuto una ventina di giorni fa nella zona di Firenze sud. Le pattuglie dell'Autoreparto sono intervenute per rilevare un sinistro avvenuto nella rampa discendente del Viadotto Marco Polo in direzione viale Europa. Due le auto coinvolte con i conducenti entrambi feriti. In base dei rilievi la dinamica era chiara: uno dei due veicoli aveva invaso la corsia di marcia opposta urtando contro l'altra vettura. Il conducente, raggiunto in ospedale, ha dato però la versione opposta, fornendo anche il nominativo di un testimone a suo dire presente al momento dell'incidente.

Gli agenti hanno quindi contattato il testimone che ha confermato la ricostruzione discordante da quella emersa dai rilievi.

Una serie di controlli però ha dimostrato che l'uomo non si trovava sul posto al momento dell'incidente e che, contrariamente a quanto dichiarato, conosceva molto bene il conducente. Per entrambi è scattato il deferimento all’Autorità giudiziaria in stato di libertà per la calunnia; il testimone anche per il favoreggiamento personale dell’amico.

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