Il Tirreno

Livorno

Il racconto

Nicoletta, non vedente, più volte alla settimana si allena in palestra. Il suo preparatore: «È più lei a insegnare a me»

di Stefano Taglione
Nicoletta Passetti con il suo preparatore Giovanni Redi
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Nicoletta Passetti con il suo preparatore Giovanni Redi

La sessantenne di Livorno: «Non mi piacce nemmeno e preferisco mangiare, lo faccio anche senza freni, ma a guidarmi per l'attività fisica è la salute». La sua storia

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LIVORNO. In palestra Nicoletta non cerca scorciatoie. Anzi, ha imparato a fidarsi del proprio corpo in un luogo che per lei, almeno all’inizio, non era affatto semplice da frequentare. «Io non avevo mai fatto palestra – racconta – a scuola mi esentavano dalla ginnastica per salvaguardare la vista». Poi, nel 2007, dopo un lungo periodo di cure, ha iniziato a muoversi con maggiore continuità. Oggi, a quasi 60 anni, si allena più volte alla settimana.

Nicoletta Passetti è un esempio per tutti. «Fondamentalmente non mi piace – ammette con sincerità – ma lo faccio per la salute, peraltro mangio senza freni e non mi contengo». E negli ultimi due anni, da quando è seguita da un personal trainer, il pugile pisano Giovanni Redi, il rapporto con gli allenamenti è cambiato. Per una donna non vedente, avere una persona che la accompagna tra gli attrezzi, le spiega i movimenti e soprattutto la guida durante gli esercizi significa poter affrontare l’allenamento con maggiore sicurezza.

Il programma è semplice ma completo: una seduta dedicata al lavoro aerobico, tra tapis roulant, bicicletta ed esercizi di mobilità, e un’altra concentrata sulla forza, coinvolgendo i diversi gruppi muscolari e lavorando poi su addominali, lombari e glutei. Sedute di circa 40 minuti, pensate anche per aiutarla a mantenere una buona mobilità delle gambe, particolarmente importante dopo i problemi alle anche e un’operazione subita.

«Da quando abbiamo cominciato questo percorso – spiega il trainer – Nicoletta dice di vivere la palestra in maniera diversa. Quando salta un allenamento, sente che le manca». E il rapporto, racconta, è andato ben oltre quello tra allenatore e cliente. «Per me è un grande esempio. Stando accanto a lei ho imparato tantissime cose: a farmi capire, a farmi sentire e soprattutto molto sul rapporto umano». Ora i due hanno un nuovo obiettivo: 20 minuti con esercizi più impegnativi e un numero preciso di giri da raggiungere. Un’altra sfida per Nicoletta, che anche in palestra continua a dimostrare che la cecità non è un motivo per rinunciare a ciò che vuole. «È lei, ogni giorno – conclude il trainer – a insegnare qualcosa a chi le sta accanto». 

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