Associazioni sportive di Livorno nel mirino dei ladri: colpiti pure i rugbisti
Tre furti in pochi giorni all’impianto “Maneo” di via Settembrini, alla Rosa, dopo i raid al Carli Salviano e alla Tre&23 Academy di Salviano
LIVORNO. Non bastavano il Carli Salviano calcio e la Tre&23 Academy. I ladri stanno attaccando le associazioni sportive livornesi senza dar loro respiro. Spaccano porte e finestre, fanno irruzione per rubare quelle poche cose che trovano e scappano lasciando dietro di loro una lunga scia di danni. Danni che per realtà senza fini di lucro come le polisportive non sono certo facili da ripagare.
L’ultima incredibile serie di raid ha interessato il Livorno Rugby, vanto e gloria della città, con la squadra in A1. In meno di una settimana la società si è ritrovata a fare i conti con tre incursioni al campo “Maneo” di via Settembrini, vicino alla Coop. Lì c’è il bar: i malviventi, non a caso, ne hanno forzato la porta d’ingresso, «che, seppur cigolante, teneva e ora abbiamo rimesso a posto», spiegano dalla società, rubando generi alimentari e bibite, «come gli Estathé».
Il Livorno Rugby ha immediatamente sporto denuncia alle forze dell’ordine. L’ultimo episodio è stato scoperto due giorni fa, con l’arrivo sul posto di un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca. Ma la preoccupazione, oltre ai danni economici, è soprattutto per la frequenza con cui qualcuno riesce a entrare negli impianti sportivi. «Purtroppo sono episodi di furti e atti di vandalismo – spiega il presidente della società biancoverde, Giovanni Riccetti, immediatamente messo al corrente dell’accaduto –. Siamo perplessi proprio perché queste persone sembrano conoscere gli orari e le nostre abitudini. Poi sfasciano tutto: sembra proprio un accanimento nei nostri confronti, anche se non abbiamo prove. A pensar male si fa peccato, ma probabilmente in questo caso non si sbaglia».
Il presidente non nasconde la sua amarezza. «I proventi di quell’attività venivano utilizzati per i progetti sui giovani. I primi danneggiati sono proprio quei giovani che vengono ad allenarsi sui nostri campi. C’è un effetto etico veramente orrendo. È come rubare la carrozzina a un disabile (è quanto avvenuto qualche mese fa a Calambrone ndr), siamo a questo livello: tu ladro non hai animo e coscienza». Quello del Livorno Rugby non è però un caso isolato. Anzi, negli ultimi giorni la zona di Salviano è diventata una sorta di mappa dei raid ai danni delle società sportive. Prima del "Maneo” era toccato alla Tre&23 Academy, in via della Chiesa di Salviano. Nella notte fra domenica e lunedì scorsi i ladri avevano danneggiato una porta e una finestra, entrando nel punto di ristoro della società e portando via soprattutto bottiglie, Estathé, cibo e altri prodotti confezionati. Il momento scelto, inoltre, aveva reso il colpo ancora più amaro. Il bar era stato appena rifornito in vista della presentazione delle squadre e dell’inaugurazione della stagione.
A scoprire il furto, la mattina successiva, era stato il manutentore, trovandosi davanti la porta principale deformata e la vetrata della finestra sfondata. Il bottino non era particolarmente ingente, ma i danni alla struttura erano stati quantificati in circa mille euro dal presidente Francesco Di Rocca. Sul posto erano arrivati i carabinieri della Compagnia di Livorno, che avevano ricevuto dalla società anche le immagini delle telecamere presenti nell’impianto. Un particolare che potrebbe rivelarsi importante per cercare di individuare chi è entrato in azione. Nonostante il raid, la società era riuscita comunque a mandare avanti la festa. «Siamo una realtà sportiva senza fini di lucro. Questi episodi fanno male, ma non ci fermiamo», aveva spiegato Di Rocca, ringraziando i volontari che si erano messi al lavoro per sistemare i danni e permettere alla giornata di andare avanti.
Quasi contemporaneamente, a poche decine di metri, qualcuno aveva tentato di entrare anche alla Casa del Popolo di Salviano. In questo caso l’intrusione era stata fermata dal sistema antifurto. Un episodio che, considerata la vicinanza con la Tre&23 Academy e la sostanziale coincidenza temporale, potrebbe essere un elemento utile per gli investigatori. Al momento, naturalmente, non è possibile stabilire se dietro i diversi tentativi ci sia la stessa persona.
Poi c’è il Carli Salviano, altra società sportiva finita nel mirino. Tre raid in pochi giorni, a distanza ravvicinata, hanno interessato gli impianti della società. Prima uno dei campi del Carli Salviano calcio, quello adiacente alla Casa del popolo. Il giorno successivo i ladri sono tornati a colpire nell’altro impianto, vicino alla chiesa e accanto alla struttura della Tre&23 Academy. Infine il nuovo episodio al campo Bizzi. Anche in questo caso, oltre al maltolto, il problema sono soprattutto i danni. In uno dei colpi era stato portato via perfino un televisore, mentre per entrare erano state danneggiate strutture e accessi. «È un’escalation, non ne possiamo più», aveva raccontato il presidente del Carli Salviano, Adriano Tramonti. Le riparazioni, aveva spiegato, costano almeno diverse centinaia di euro e spesso vengono effettuate direttamente dai collaboratori della società, per evitare ulteriori spese. Un quadro che preoccupa perché a essere colpite sono realtà che vivono soprattutto del lavoro dei volontari e che ogni giorno tengono insieme bambini, ragazzi e adulti attraverso lo sport. Non ci sono grandi casse da svuotare, né tesori da portare via. Ci sono un bar, qualche bottiglia, un televisore, generi alimentari. E porte, finestre e serrature da riparare. È proprio questo, secondo alcuni addetti ai lavori, il paradosso più difficile da accettare. «Lo sport amatoriale è ormai diventato l’ultimo baluardo della socialità. A fatica proviamo a far venire i ragazzi su un campo per stare insieme e colpire realtà come la nostra è immorale. Se rubare è in generale un crimine, farlo a chi non ha soldi o comunque ne ha pochi da parte per aiutare i giovani è del tutto immorale e assurdo. Non va assolutamente bene».
Polizia e carabinieri stanno lavorando per ricostruire i diversi episodi e capire se possano esserci dei collegamenti. Intanto le società sportive cercano di andare avanti, rimettendo a posto porte e finestre e riaprendo i bar, come se nulla fosse. Nella maggior parte dei casi facendo da sole, con le forze del volontariato. Fermarsi, come raccontato dagli stessi dirigenti livornesi, significherebbe dare ai ladri una vittoria ancora più grande di quella ottenuta entrando di notte nei loro impianti per non rubare praticamente nulla.
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