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Livorno

L'operazione

Livorno, lancia il pacchetto con la cocaina nel cespuglio: arrestato a Colline

di Stefano Taglione
Un arresto della Squadra mobile (foto d'archivio)
Un arresto della Squadra mobile (foto d'archivio)

Il ventiduenne, già fermato con la droga 20 giorni fa, è stato bloccato dalla Squadra mobile. Aveva 17 grammi di “polvere bianca”: per lui è stato disposto il divieto di dimora

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LIVORNO. Lo hanno sorpreso con la droga nel quartiere di Colline. Secondo la ricostruzione accusatoria, infatti, alla vista degli agenti della Squadra mobile, che evidentemente lo stavano pedinando, ha lanciato un pacchetto di sigarette in un cespuglio. All’interno, però, non c’era tabacco, ma 17 grammi di cocaina. Per questo il ventiduenne tunisino Aziz Gomri è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione coordinata dai poliziotti diretti dal vicequestore Riccardo Signorelli è stata messa a segno nel tardo pomeriggio di giovedì 3 settembre e nella mattinata di venerdì 4, in tribunale, la giudice Rosa Raffaelli ha convalidato il provvedimento, disponendo per il giovane – difeso dall’avvocata Alessandra Natale – il divieto di dimora a Livorno. Gomri, come aveva riportato Il Tirreno lo scorso 17 agosto, era già stato arrestato dalla polizia 20 giorni fa. Gli investigatori, durante un controllo, sequestrarono a lui e un suo amico, il ventitreenne connazionale Amir Habibi, 23 dosi di cocaina, per un peso complessivo di oltre 12 grammi, e 2.700 euro in contanti.

Al ventiduenne, nella tasca anteriore dei pantaloncini, erano stati trovati 19 involucri termosaldati contenenti una sostanza bianca che gli agenti hanno ritenuto essere, anche in quel caso, cocaina. Una ventesima dose era invece contenuta in un pacchetto di sigarette, analogo a quello che avrebbe cercato di nascondere due giorni fa nel rione di Colline, custodito nel borsello che portava a tracolla. Il controllo delle volanti era scattato perché Habibi e Gomri si guardavano nervosi e sospettosi sui tavolini esterni di un bar di piazza Cavallotti, all’angolo con via Santa Giulia. In quel caso, tuttavia, il pubblico ministero aveva deciso di rimettere entrambi in libertà, evitando l’udienza di convalida dell’arresto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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