Vìola il divieto di dimora a Livorno: arrestato un musicista: è in carcere
Secondo la procura avrebbe ripetutamente infranto la misura cautelare imposta dal tribunale. Ora si trova alle Sughere
LIVORNO. Un musicista senegalese di 50 anni, Sambe Bara, è in carcere dopo aver ripetutamente violato il divieto di dimora nel comune di Livorno. A sorprenderlo più volte in città sono stati i poliziotti della Squadra mobile, coordinati dal vicequestore Riccardo Signorelli. Il mancato rispetto della misura cautelare contestato dalla procura ha poi portato all’aggravamento del provvedimento e quindi al trasferimento immediato alle Sughere.
Nei suoi confronti, nel corso degli anni, erano già stati adottati diversi provvedimenti restrittivi dopo le accuse mosse dall’allora compagna, che lo aveva denunciato perché, a suo dire, lui la perseguitava. Per questo era stato anche arrestato. L’ultimo firmato dal giudice era stato il divieto di dimora nel territorio livornese. Una prescrizione che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il musicista non avrebbe rispettato. Gli agenti lo avrebbero infatti sorpreso più volte a Livorno, documentando le violazioni e trasmettendo gli atti all’autorità giudiziaria per le eventuali decisioni da adottare. Così è stato stabilito di aggravare la misura cautelare, disponendo la custodia in carcere (l’uomo, secondo quanto ricostruito, non avrebbe un luogo di residenza definito).
Non è la prima volta che il cinquantenne finisce alle Sughere. Già nel marzo di due anni fa era stato portato in cella per una nuova violazione del divieto di avvicinamento all’ex fidanzata e ai luoghi da lei abitualmente frequentati. In precedenza era stato arrestato anche grazie all’allerta scattata dal braccialetto elettronico che doveva indossare, che monitorava i suoi spostamenti, inviando la posizione istantanea agli inquirenti. La donna, secondo quanto emerso allora, aveva denunciato il musicista – difeso dall’avvocata livornese Barbara Luceri – ai carabinieri della Compagnia di Livorno, comandata dalla maggiore Federica Burzio, raccontando di vivere nella paura e segnalando una serie di comportamenti – secondo quanto da lei riportato nero su bianco nella denuncia – minacciosi.
La vicenda era proseguita nel gennaio dell’anno scorso, quando era stato nuovamente arrestato dopo essere stato sorpreso insieme all’ex compagna per le strade del centro, nonostante il solito divieto. In quell’occasione era stata fermata anche la donna, poi tornata libera dopo la convalida, con l’accusa di averlo aiutato a eludere la misura cautelare. Un anno fa, invece, era rimasto coinvolto nella maxi-operazione antidroga dei carabinieri in piazza Garibaldi, che portò a un totale di nove arresti e 53 persone indagate. In quel caso, tuttavia, i militari dell’Arma aveva appurato come fosse totalmente estraneo allo spaccio di sostanze stupefacenti: l’uomo era stato arrestato in flagranza di reato esclusivamente per aver violato le prescrizioni relative all’ex compagna, come avvenuto in passato e più recentemente con l’attuale disposizione della custodia in carcere. E il provvedimento è stato poi stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale.
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