Grosseto, barista aggredito a pugni e calci: «Sono sotto choc» – La serata da incubo e l’arrivo in ospedale con il volto tumefatto
L’episodio di violenza si è verificato al Nord Est, conosciutissimo locale maremmano, che Luca Farmeschi gestisce da oltre 26 anni
GROSSETO. La furia cieca è esplosa sabato sera verso le 22,30 quando un barista grossetano è stato aggredito nel suo locale da un cliente, che prima lo ha colpito con un cazzotto alla cassa e poi lo ha preso a calci a terra. È successo al Nord est. A quell’ora c’erano decine di clienti seduti ai tavoli che hanno assistito alla scena e hanno chiamato il 112. Sul posto è intervenuta la polizia di Stato con la squadra Volanti.
Oggi il titolare aggredito, Luca Farmeschi, sporgerà denuncia in Questura; saranno vagliate le immagini delle telecamere. L’imprenditore ha riportato brutte contusioni, un trauma cranico. È ancora sotto choc. «L’aggressione è stata allucinante – dice – è stato tutto così incredibile, inaspettato, veloce, violento che ancora non mi sembra vero. Quando succedono queste cose ti senti impotente e capisci che ci sono persone senza valori, per le quali dare o ricevere pugni o coltellate non cambia niente, semplicemente perché non hanno il senso della vita».
Il locale
Farmeschi è titolare del Nord Est da 26 lunghi anni e prima d’ora nel suo locale – considerato da sempre un luogo sano e accogliente, immerso nel verde di fronte al parco Giotto in viale della Repubblica – non era mai successo nulla del genere.
«Fondai questo posto insieme a mio padre, che è ormai scomparso da circa 10 anni. Ho visto crescere il Nord est e lo considero speciale; è il mio angolo di paradiso. Qua sto bene e sono felice di lavorare. E sempre qua sono tornato subito dopo l’aggressione, perché il lavoro per me è terapeutico. Io sono un lavoratore».
L’aggressione
Inizia tutto verso le 22,30 di sabato, dopo gli aperitivi. La serata è serena, i clienti compostamente seduti al tavolo mentre c’è musica in sottofondo. Luca sta lavorando fitto nel locale insieme a una cameriera. Tra i clienti seduti all’aperto c’è però una coppia di giovani, visibilmente alterati. Il titolare cerca di tranquillizzare il ragazzo. «Via, non c’è bisogno di arrabbiarsi», gli dice in tono educato e rispettoso, senz’alcun intento polemico prima di tornare dentro al locale, e mettersi alla cassa. A un certo punto il cliente entra sbraitando, si dirige verso di lui alla cassa chiamandolo “Zio!” e gli tira un pugno in faccia, sulla tempia destra, oltrepassando con il braccio il bancone. Il colpo in faccia è improvviso e violento. Il barista barcolla frastornato. «Non me l’aspettavo, ero sotto choc, non ho avuto più forza nelle gambe», riferisce al Tirreno Farmeschi. Il giovane gli scaraventa poi addosso un tin, il bicchiere in acciaio usato dal barman per preparare i cocktail. Il titolare a quel punto esce sul lato sinistro del locale, all’aperto, cercando di mettersi al riparo dall’aggressione ma – racconta – «non avevo stabilità e sono caduto. A quel punto sono stato nuovamente raggiunto dal ragazzo che mi ha colpito con un calcio mentre ero a terra». Un episodio di una violenza brutale e sconcertante.
La chiamata al 112
I clienti chiamano il 112, la cameriera cerca di fare il possibile per aiutare il titolare: si mette nel mezzo per contenere una situazione diventata ingestibile. «Quando riesco ad alzarmi di nuovo – prosegue Farmeschi – prendo un bastone per non far avvicinare il cliente, in pratica per fargli paura. Non l’avrei mai usato», mentre l’altro gli tira nuovamente addosso gli oggetti che trova nei paraggi, tra cui bicchieri e quant’altro. Arriva la polizia. Il cliente nel frattempo se ne va facendo perdere le sue tracce, ma il locale è videosorvegliato. Le immagini hanno ripreso tutto.
Al pronto soccorso
Tutto questo è successo sabato sera/notte. La mattina di domenica, dopo una brutta nottata, «mio fratello si è svegliato con il volto tumefatto e dolorante – racconta Lorella Farmeschi, sorella di Luca – e mia mamma l’ha portato al Pronto soccorso dove è stato dimesso in serata», intorno alle 19. «Ci siamo spaventati molto, è stato tutto brutale, e soprattutto lui era inerme».
Locale punto di riferimento
Il commerciante è molto conosciuto in città come titolare del notissimo locale che porta avanti da oltre due decenni insieme alla sorella Lorella che è sua dipendente; l’attività è sempre stata un punto di riferimento importante a Grosseto.
«Da noi sono sempre venute belle persone, perbene. Onestamente è la prima volta che succede una cosa del genere e speriamo anche che resti un fatto isolato. Io continuerò a lavorare come ho sempre fatto».
A non grande distanza c’è il centro commerciale Gorarella, finito ormai da più di un anno a questa parte sotto scacco di gruppi di giovanissimi per ripetuti atti vandalici ed episodi legati a coltelli e spaccio.
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