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Livorno, nuova viabilità in via del Vigna: il Comune valuta il dietrofront – Le opzioni sul tavolo e cosa può succedere

di Flavio Lombardi

	Il tratto di via del Vigna che va verso via Tiberio Scali
Il tratto di via del Vigna che va verso via Tiberio Scali

All’origine il problema riguardava via Terracini, ora si è spostato sul controviale del viale Carducci: spesso la fila delle auto dal Tramezzino arriva fino alla zona del Maury’s

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LIVORNO. La nuova viabilità di via del Vigna rischia di essere diventata un caso da manuale: nata per risolvere un disagio, ne ha prodotto un altro. La raccolta firme che ha sfiorato quota 150 racconta l’ultimo capitolo di un cortocircuito tra la richiesta dei residenti, l’indirizzo votato dal consiglio comunale e la soluzione scelta dagli uffici.

Il problema

All’origine c’era il problema di via Terracini, strada residenziale trasformata in scorciatoia da chi, arrivando dalla stazione e dal controviale di viale Carducci, cercava di evitare i semafori sull’Aurelia urbana: via del Vigna, via Capponi, via Terracini e poi di nuovo viale Ippolito Nievo. Per chi guidava qualche minuto risparmiato, per chi abitava lì traffico continuo e problemi di sicurezza. Da qui la mobilitazione del comitato e una richiesta circoscritta con oltre 300 firme: cambiare il senso di marcia di via Terracini, con ingresso da viale Nievo e uscita su via Capponi, spezzando quella scorciatoia senza ridisegnare tutto il comparto. Quella richiesta arrivò in Consiglio comunale e diventò la deliberazione n. 23 del 30 gennaio 2020. La mozione era sottoscritta dai consiglieri di maggioranza Agostinelli, Bianchi, Fenzi, Cecchi, Simoni, Talini, Girardi, Sassetti, Lucetti, Semplici, Pritoni e Nasca e venne approvata all’unanimità: 29 favorevoli su 29 presenti, a fronte di 33 aventi diritto. Un voto capace, curiosamente, di mettere dalla stessa parte tra gli altri, Salvetti, Vaccaro, Perini, Ghiozzi e Sorgente.Il dispositivo era chiaro. Si chiedeva alla giunta di intervenire tempestivamente, trasformare via Terracini a senso unico, consentire l’uscita su via Capponi e, soprattutto, procedere a ulteriori modifiche solo dopo un percorso di partecipazione con i cittadini e sopralluoghi della sesta commissione. C’era anche la richiesta di riportare a due le corsie per chi prosegue diritto su viale Ippolito Nievo.Quel disegno, però, non è quello realizzato oggi.

L’entrata in vigore

La nuova disciplina entrata in vigore a fine giugno ha introdotto il senso unico in via del Vigna tra via Capponi e via Mazzoni, quello in via Mazzoni verso via Tiberio Scali e la rotatoria davanti alla scuola. Il principio tecnico è comprensibile: il traffico di attraversamento non deve infilarsi nelle strade interne per saltare i semafori, ma restare sulle arterie principali. E l’arteria principale è il controviale di viale Carducci, lato bar Tramezzino, da cui poi ci si immette su viale Nievo. È proprio qui, però, che il problema si è spostato. Chi prima tagliava dentro il quartiere oggi viene riportato sul controviale e sul semaforo, e le code denunciate arrivano in alcuni momenti fino alla zona del Maury’s. Settembre, con la riapertura delle scuole, sarà il vero banco di prova. Via Mazzoni, resa a senso unico verso la scuola, è intanto uno dei punti più contestati, insieme al percorso imposto a chi esce da via Tiberio Scali. Il tema non è sostenere che il traffico debba tornare nelle strade residenziali. Anzi. Il principio resta quello da cui tutto era partito: chi attraversa il quartiere dovrebbe utilizzare la viabilità principale e non cercare scorciatoie per evitare i semafori. Ma tra questo principio e il modo in cui lo si realizza c’è una differenza sostanziale. Il comitato di via Terracini aveva chiesto un intervento chirurgico. Il Consiglio lo aveva fatto proprio all’unanimità. Quella soluzione è rimasta sulla carta e, anni dopo, è arrivato un riassetto molto più esteso.Il risultato è che il disagio non è stato cancellato ma ridistribuito.

La nuova protesta

Prima protestavano i residenti di via Terracini contro il traffico parassitario e i pericoli sotto casa. Oggi protestano altri residenti contro code, giri più lunghi e nuovi sensi unici. E così il Comune, nel tentativo forse di fare meglio rispetto alla richiesta iniziale, si ritrova con una seconda protesta da gestire. Eppure esisteva già un indirizzo politico preciso, approvato senza un solo voto contrario, che indicava una strada diversa. Il quesito diventa attuale: si farà secondo delibera con i residenti di via Terracini accontentati ma con meno disagio rispetto all’attuale disposizione dei divieti, o resterà tutto com’è adesso?

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