Clima
«Via i tornelli dai Bagni livornesi»: i Radicali italiani lanciano le firme
Matteo Hallissey: «Comune e Regione, a guida progressista, prendano posizione»
LIVORNO. La crociata di Matteo Hallissey e dei Radicali Italiani contro i tornelli all’ingresso degli stabilimenti balneari livornesi avanza.
L’ultima novità è la petizione lanciata ieri, martedì 18 agosto, dal presidente di +Europa perché quei tornelli spariscano, con la chiamata in causa di Comune e Regione. Così dopo le incursioni ai Pancaldi e agli ex Pejani, i video pubblicati dal podcast di Fedez e le discussioni aperte nei salotti Rai, i Bagni livornesi sono finiti per diventare un caso nazionale.
La petizione
«Dopo settimane di denunce e iniziative, a Livorno i tornelli sono ancora lì e il diritto di raggiungere liberamente il mare continua a essere ostacolato», è tornato a dire ieri Hallissey: «Dopo aver discusso del caso anche su Rai3 nella trasmissione Filorosso, oggi lanciamo la petizione “Basta tornelli!” sul sito dei Radicali Italiani e chiediamo al Comune di Livorno di passare finalmente dalle parole ai fatti. Le nostre richieste sono semplici: rimuovere i tornelli che ostacolano il libero accesso al mare, garantire in tutti gli stabilimenti un passaggio gratuito e realmente dignitoso verso la battigia, installare una segnaletica chiara che informi cittadini e turisti dei propri diritti e aumentare i varchi pubblici di accesso al mare».
E ancora: «Dopo quanto siamo riusciti a ottenere in Sicilia, dove la Regione è intervenuta contro i tornelli, non si comprende perché Livorno debba continuare a difendere un sistema del genere. Il Comune e la Regione Toscana hanno tutti gli strumenti per intervenire: nessun concessionario è padrone del mare. Chiediamo ai cittadini di firmare la nostra petizione e aiutarci a far cadere, uno dopo l’altro, questi ostacoli al libero accesso al mare».
Nel testo della petizione i Radicali provano a pungere politicamente le giunte di centrosinistra di Luca Salvetti e di Eugenio Giani: «È ora di una forte presa di posizione e responsabilità da parte dell’amministrazione locale e regionale a guida progressista...». Per poi chiedere al punto uno di «ordinare l’immediata rimozione dei tornelli dagli stabilimenti, adeguando anche Livorno e la Toscana a quanto già avvenuto in altre realtà italiane».
A più riprese, nelle ultime settimane, il Comune e i gestori dei Bagni, attraverso le associazioni di categoria, hanno replicato ad Hallissey. Il sindaco lo fa di suo pugno sostenendo che i tornelli «non sono illegittimi» e ripetendo in sostanza che a Livorno gli stabilimenti balneari hanno caratteristiche diverse da quelle di molte altre zone d’Italia (per esempio non hanno una battigia naturale).
Diritti e doveri dei bagnanti
Si potrebbe scrivere un libro su tutte quelle abitudini che per molti livornesi sono una certezza e che viste da fuori possono risultare anche incomprensibili: le ghiacciaine per trasferirsi al mare da mattina a sera, la cabina che diventa quasi un prolungamento di casa, gli ombrelloni e i lettini che sono tutti già prenotati ben prima di maggio.
Ma quali sono diritti e doveri di gestori e bagnanti? Il Tirreno lo ha ricordato nel dettaglio a fine luglio. In linea generale chi non vuole pagare il biglietto (che in media supera ormai i 7 euro) deve avere sempre il diritto di entrare e di raggiungere il mare, ma a oggi deve raggiungere un’area X, indicata nelle planimetrie pubblicate sul sito del Comune, e non può usufruire dei servizi.
Fermo restando la normativa nazionale in materia e le regole dettate dalla Capitaneria di porto, a disciplinare la vita nei Bagni è la determina comunale 3230 del maggio 2023, che in gran parte riprende e aggiorna quanto già previsto dagli atti del 2020 e, soprattutto, dall’ordinanza balneare 3493 del 2015 e dalla determina 4240 del giugno 2016: atti che tengono di conto del fatto che i Bagni livornesi, costruiti nei decenni su scogli e cemento, non hanno spiagge naturali.
Sta di fatto che i gestori devono pubblicizzare con un cartello ad hoc la possibilità di accedere gratis (seppur con quei limiti) al mare. E non tutti fino a oggi lo hanno fatto.
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