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Violenza

«Ehi tu, sei una russa di ...». E le tirano un cazzotto sul naso – Botte in pineta a Castiglioncello

di Ilenia Reali

	La pineta a Castiglioncello
La pineta a Castiglioncello

Gli aggressori sarebbero ucraini. C’è un testimone: «Non avevo mai assistito a un’aggressione così violenta nei confronti di una ragazza»

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CASTIGLIONCELLO. Si fa festa in pineta Marradi a Castiglioncello. Si balla e ci si diverte, ci sono tanti giovani e la musica, si fanno amicizie. Una diciottenne, residente a Montecatini e in vacanza al mare (padre italiano, madre russa) è con alcuni amici.

«Ci siamo messe a chiacchierare, con un gruppo di ragazzi e ragazze appena conosciuti che si erano offerti di prestarci il loro tavolo. Era tutto molto tranquillo. Uno di loro parla in russo, io gli rispondo e viene fuori che è ucraino. Io gli dico che mamma è russa. Ci diciamo che “non ci importa, che possiamo continuare a divertirci”. Sembrava tutto tranquillo».

La ragazza si allontana per accompagnare un’amica in bagno, si fermano a parlare una mezz’ora. Quando il gruppo di giovani le si avvicina. «Erano chiaramente alterati. Il ragazzo con cui avevo parlato mi apostrofa all’improvviso: “Sei una russa di m..”. Io protesto, non capisco cosa sia successo e poi non mi va di essere trattata così. Poi prendo per mano la mia amica per andarcene quando improvvisamente una delle ragazze, mi hanno detto fosse la sorella, mi prende e mi tira un cazzotto in pieno volto. Comincia a sanguinarmi il naso».

Assiste alla scena Alessio Flammia, presidente dell’assemblea di comunità di Vada e organizzatore di eventi. Una vita trascorsa nei locali. «Mi sono avvicinato. Ero scioccato: non avevo mai visto picchiare così duramente una ragazzina. Cerco di soccorrerla, ci parlo. Mi racconta da cosa è originata l’aggressione. Sono dispiaciuto. Mi pare tutto così assurdo».

Nel frattempo il gruppo di ragazzi se ne va. Arrivano i carabinieri che erano in zona e raccolgono la testimonianza della ragazza, dell’amica e la mia. La ragazza viene medicata ma preferisce non andare in ospedale. «Ero gonfia ma a casa c’erano i miei genitori e non volevo che si preoccupassero. Ho preferito tornare a casa e raccontare personalmente l’accaduto».

La giovane spiega l’aggressione da parte della ragazza non come reazione per «difendere il fratello» ma come una scelta chiara. «Se mi avesse picchiato il ragazzo sarebbe successo il pandemonio. Così invece nessuno ha reagito. So che nei gruppi accade: a picchiare una donna è un’altra donna».

Per Flammia invece continua ad essere tutto assurdo. «Frequento locali, organizzo eventi. Non avevo mai assistito a un’aggressione così violenta nei confronti di una ragazza. Un cazzotto fortissimo. Ho scritto anche ieri alla vittima per chiederle come stesse. E ho rilasciato la testimonianza hai carabinieri affinché i responsabili vengano trovati e si eviti che possa accadere di nuovo».

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