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Livorno, Mirella e Fiorella le due super nonne di Antignano che tengono pulito il quartiere: «Ce ne prendiamo cura ogni giorno»

di Francesco Suggi

	Mirella Del Conte, 84 anni, e Fiorella Malventi, 86
Mirella Del Conte, 84 anni, e Fiorella Malventi, 86

Mirella Del Conte, 84 anni, e Fiorella Malventi, 86: ogni giorno prendono granata e cassetta e tolgono cartacce, bottiglie e lattine di birra, pacchetti di sigarette, mozziconi in piazza Ero Gelli

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LIVORNO. Nonna Mirella Del Conte, 84 anni, ha piantato anche le "Belle di notte" in quelle fioriere che col tempo erano diventate solo terra e poco più. Adesso sono verdi e rigogliose. Lei, insieme ad altri residenti, ormai da tempo, se ne prendono cura. Le annaffiano, danno acqua alle aiuole intorno. L’amica e vicina di casa Fiorella Malventi, che di anni ne ha 86, intanto prende granata e cassetta e toglie cartacce, bottiglie e lattine di birra, pacchetti di sigarette, mozziconi. Lo fa oggi, così come nel quotidiano.

Una piazzetta diventata casa

È grazie ad alcuni super nonni e nonne residenti di Antignano che piazza Ero Gelli da tempo è diventata un salottino incastonato nel borgo. O meglio, nel paese, come continuano a chiamarlo loro che in quel dedalo di strade a due passi dal mare sono nate e vissute. «Ci teniamo molto, se non ce ne occupiamo noi che ci viviamo, non possiamo aspettare che qualcuno lo faccia al posto nostro: si fa quel che si può», dicono le due cittadine attive. Per loro quella piazzetta che un tempo era un parcheggio è diventata casa. Il luogo dove con questi caldi, al mattino si frescheggia sotto gli alberi e si fanno due parole.

La storia

E col tempo il loro è diventato un impegno civico, prendersi cura di quello spazio che dal 1946 viene intitolato al giovane partigiano livornese caduto nel 1944 durante la Guerra di Liberazione. Prima di questa intitolazione, la piazza ha cambiato nome diverse volte: fino al 1923 si chiamava originariamente piazza della Dogana (nome in uso da prima del 1840). Dal 1923 al 1943 il regime fascista la rinominò piazza Dino Leoni. Dal 1943 al 1946 perse il nome dello squadrista e tornò ad essere chiamata brevemente con la storica denominazione. «Io ho fatto le elementari lì - Del Conte indica un edificio della piazza - Oggi è comunale dedicato alle persone in difficoltà». Lei è parente da parte di babbo dei due giovani fratelli partigiani caduti per la Resistenza: Mauro e Giovannino Del Conte e a cui è intitolata una strada là vicino.

I miglioramenti da fare

Le due signore non cercano ringraziamenti. Spazzano, si prendono cura di piante e fioriere, tengono pulito: lo fanno volentieri e nonostante l’età c’è una gran voglia di fare. «La sera qui si ritrovano persone, soprattutto adesso d’estate: purtroppo la mattina poi troviamo sempre sporco, basterebbe un po’ più di civiltà». E insieme a questa considerazione ne fanno altre. «Basterebbe mettere dei cestini, un bidone per la spazzatura, anche per dare la possibilità a chi frequenta la piazza di buttare correttamente bottiglie, cartacce e sigarette come ci sono in altre zone, invece è stato tolto il cestino - e aggiunge Malventi - Ho chiesto il motivo e mi è stato risposto che è stato tolto perché la gente ci buttava l’immondizia di casa, ma in questo modo le cartacce finiscono in terra». Le richieste di un bidone sono state fatte. «Servirebbe anche una sorta di sabbiera per i mozziconi».

Cosa funziona

La fontanella dell’acqua c’è. Si ringrazia il Consiglio di Zona 5 per l’acquisto e l’installazione delle tre panchine della piazza. Sono quelle che loro usano per "frescheggiare". «Le panchine le abbiamo richieste perché le sedute erano incomplete in quella piazza - aggiunge Marco Chimenti presidente del Cdz 5 - Le nuove panchine messe mesi fa sono state posizionate sotto gli alberi e sono piacevoli, tenuto conto che la piazzetta è il vero cuore del paese e angolo di tranquillità». Le due super nonne si guardano intorno. «Guardi lì - e indicano un tratto della piazza con un chiaro cartello di divieto di transito veicolare, eccetto mezzi di soccorso - nonostante il cartello ci parcheggiano e ci passano tutti».

I ricordi e l’associazione

Poi sgorgano i ricordi: «Dove oggi c’è quel condominio, un tempo c’era Villa Passerini con una grandissima pineta che arrivava al mare e ci portavo mia figlia», aggiunge Malventi. La nonna di Mirella Del Conte faceva la lavandaia di professione: lavava alla Fonte Vecchia di Antignano per i signori e i villeggianti. Tra questi ricorda la contessa Pallavicini: «Me la ricordo bene, era di Firenze: nonna faceva tanto per lei. Tutte le lavandaie lavavano i panni alla Fonte Vecchia e poi tutto ad asciugare alla pompa, alla spiaggia del Sale». Del Conte fa parte dell’associazione Vivi Antignano. Che insieme a tanti cittadini organizza eventi durante l’anno come la festa del XXV Aprile, in piazza Ero Gelli e quella di domani. «L’associazione è nata per portare avanti piccole azioni, gesti quotidiani che fanno la differenza - dice la presidente Daniela Marini - Cerchiamo di portare piccoli miglioramenti materiali come in questo caso, poi iniziative culturali, di socializzazione. Azioni che generano cittadinanza attiva: il decoro di questa piazza, è uno di questi tasselli: approfittiamo dello strumento dei patti di collaborazione che l’amministrazione ha istituito per candidarci a gestire questi spazi che non sono solo fisici, ma diventano luoghi di relazione, di incontro, di vivacità. Ne abbiamo fatti diversi e uno riguarda proprio piazza Ero Gelli: si cerca di tenere in ordine questo salottino meraviglioso, alle spalle ci sono lapidi che ci dicono in quale direzione andare». E chiude: «A questa piazza ci teniamo in modo particolare: qui tanti dei nostri eventi, il XXV Aprile, la festa del paese, conferenze all’aperto: è un posto molto simbolico e le persone incredibilmente sono felici di dare una mano». 
 

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