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Livorno: ex Atl nel degrado tra spazzatura, topi ed esposti – A che punto è il progetto di rilancio

di Juna Goti
Livorno: ex Atl nel degrado tra spazzatura, topi ed esposti – A che punto è il progetto di rilancio

Il Comune annuncia subito una prima pulizia e pensa all’installazione di fototrappole. Per l’area è previsto un progetto di riqualificazione da (almeno) 15 milioni. Viviani: «Possibile partnership con i privati, primi lavori tra un anno»

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LIVORNO. Qualche giorno fa il Comune ha fatto portare via una camionata di rifiuti da uno dei magazzini dell’ex Atl. Rifiuti ingombranti abbandonati da tempo, circondati da sacchi di spazzatura. Non un bello spettacolo per i tantissimi livornesi, e non, che ogni giorno passano da via Meyer.

La grande area pubblica, che una volta era la casa dell’azienda livornese dei bus, si trova in un punto strategico, tra il parco di Villa Mimbelli (sede del Museo Fattori) e il lungomare, con la Terrazza Mascagni e gli stabilimenti balneari lì a due passi. Ogni giorno viene attraversata da centinaia di persone, anche perché il maxi parcheggio dell’ex Atl, libero e gratuito, è forse il più utilizzato del lungomare, almeno del primo tratto lato nord. Si entra in auto da via Forte dei Cavalleggeri, si può uscire a piedi anche lato via Meyer, quindi lato viale Italia. Da tempo c’è un corridoio che dal parcheggio porta direttamente alla strada. Un corridoio che è tanto comodo quanto surreale.

Perché da una parte ci sono gli Hangar Creativi, luogo di attività culturali e simbolo della voglia di rinascita dell’area. Dall’altra c’è la palazzina degli ex uffici aziendali occupata ormai da dieci anni da famiglie rimaste senza casa. E soprattutto ci sono vecchi magazzini e capannoni dove chiunque abbandona, con tanto di lancio dal cancello, sacchi e sacchetti pieni di spazzatura.

Topi ed esposti

Alcuni spazi sono in preda al degrado. Più delle parole lo raccontano le fotografie. Va detto che la situazione non è questa da ieri e neppure dall’altro ieri: da quando fu spostato il deposito dei bus, era il 2015, il grosso dell’area è rimasto inutilizzato. Nel 2021 l’amministrazione ha riacceso le luci dei primi Hangar, ma la gestione del resto dell’area è rimasta complicata.

A quanto risulta al Tirreno, nelle settimane passate sono stati presentati anche degli esposti. E ora Il vecchio edificio che si trova all’interno del parcheggio è circondato da cartelli che informano della derattizzazione in corso. «La derattizzazione è iniziata con un’attività di monitoraggio a metà giugno, con le prime esche, poi è stata intensificata dal primo luglio e il 17 luglio gli operatori incaricati ci hanno comunicato che la situazione è in via di risoluzione», hanno risposto ieri dal Comune: «Comunque la derattizzazione sta andando avanti. Poi sono stati fatti sfalcio e spazzamento, dove possibile. Ed è stata fatta una prima pulizia urgente. Abbiamo poi richiesto dei preventivi per le aree più complicate, come quella centrale, dove però c’è un problema di sicurezza e alcune parti non sono accessibili. Si tratta comunque di un’operazione che richiederà ingenti risorse».

«Il Comune – fa sapere sul punto l’assessora Giovanna Cepparello – valuterà anche l’installazione di fototrappole per cercare di ridurre il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nell’area».

Che fine ha fatto il progetto di rilancio?

Ma a che punto è arrivato il progetto milionario messo sul tavolo dall’amministrazione per provare a trasformare e rilanciare l’intero sito? In tutto parliamo di quasi 17mila metri quadri, con 7.500 metri di superfici coperte. Il grosso, come dicevamo, è rimasto in stato di abbandono più di dieci anni fa. Nel 2021 il Comune ha poi lanciato la sfida degli Hangar Creativi, organizzando conferenze, dibattiti ed esperienze artistiche nei locali che un tempo ospitavano le officine dei bus, lato via Meyer.

Il progetto – che vale 15 milioni di euro solo guardando alla fase di lancio pubblica – prevede di convertire tutta l’ex Atl in una sorta di polo della produzione artistica, che «coniughi teatro, arte performativa, musica e cinema ad una riflessione sulla tecnologia, sull’ambiente, la società e il tessuto produttivo locale», come si legge nella pagina ad hoc sulla rete civica. In pratica un luogo di spettacoli e insieme di lavoro, legato al mondo della produzione artistica.

Oltre agli hangar da ristrutturare, il progetto prevede un teatro da 400 posti, un’arena all’aperto, laboratori per costruzioni scenografiche e allestimenti teatrali, residenze artistiche e foresterie, caffetterie, un parcheggio pubblico.

Dopo una serie di passaggi, sono stati firmati gli accordi di programma con la Regione, che ci metterà complessivamente 8,7 milioni di fondi europei. Per far partire la fase uno dell’intervento – la «leva pubblica», come la definisce Silvia Viviani – il Comune dovrà mettercene altri 9. Serviranno per ristrutturare gli hangar, fare il teatro, l’arena. Per il resto, riferisce l’assessora all’urbanistica, «stiamo valutando la fattibilità di un partenariato pubblico-privato». Dove starebbero eventualmente al privato la realizzazione e la gestione della parte turistico-ricettiva, della ristorazione, del parcheggio multipiano.

Intervento da 40 milioni di euro

Una sfida non facile, anche perché se fosse realizzato davvero tutto quello che è previsto sulla carta, l’intervento sfiorerebbe i 40 milioni di euro. E come sottolinea Viviani, che rivendica la scelta fatta, qui non sono previsti supermercati o simili, che di solito hanno appeal tra gli investitori privati («stiamo già portando in giro il progetto e faremo indagini di mercato mirate in autunno», dice).

I tempi dei primi lavori di parte pubblica? «Abbiamo appena avviato la progettazione esecutiva, con l’obiettivo di andare in cantiere di qui a un anno. Si partirà dalla ristrutturazione degli hangar».

«Nel frattempo – conclude – non staremo fermi: ci sono già le attività di coworking e da settembre gli enti del terzo settore proporranno proprio negli hangar il loro calendario di iniziative, già definito dopo mesi di coprogrammazione».

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