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Livorno, sono al mare e gli svuotano la casa: banda ruba 10mila euro di gioielli

di Stefano Taglione

	Una veduta di via Tiberio Scali
Una veduta di via Tiberio Scali

Quattro ladri, con il “palo” in auto, hanno spaccato l’ingresso con un piede di porco. Sono usciti dall’abitazione con un vassoio d’argento, monili e un Rolex. Il racconto del proprietario

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LIVORNO. Sono entrati in una casa forzando il portone d’ingresso con un piede di porco. Poi, dopo appena dieci minuti, ne sono usciti come se nulla fosse con in mano un vassoio d’argento con all’interno Rolex e gioielli per un bottino di oltre diecimila euro. Per prepararsi al colpo, con la loro Mercedes, hanno fatto avanti e indietro lungo via Tiberio Scali, la strada dov’è avvenuto il raid. Poi hanno deciso quale appartamento svaligiare.

È una banda di cinque persone quella che alle 13,30 di ieri, sabato 18 luglio. mentre la famiglia livornese era al mare, ha depredato in pieno giorno l’abitazione a ridosso della stazione ferroviaria di Livorno centrale e di viale Carducci. Il tutto sotto gli occhi di un vicino che, terrorizzato, ha chiamato il 112.

Purtroppo, però, i malviventi hanno rubato tutto il possibile con una rapidità impressionante, non dando il tempo alle forze dell’ordine di arrivare. Se ne sono andati – coperti in volto con mascherine anti-Covid, cappelli e guanti – pieni d’oro, per un guadagno ciascuno di oltre duemila euro. Sgommando verso viale Carducci, la rotatoria di piazza Dante, via degli Acquedotti e la Variante. Chissà verso dove. Ad agire – secondo quanto ricostruito – sono stati quattro ladri, mentre il quinto è rimasto al volante della macchina fermo in doppia fila, in contatto con loro in modo da evitare brutte e sgradite sorprese.

A raccontare ciò che è accaduto, al Tirreno, è il proprietario dell’appartamento. È ancora sconvolto. «Per un mese intero – le sue parole – il sabato non siamo mai usciti. Era il primo in cui io, mia moglie e mia suocera andavamo al mare. Non penso sia casuale: ci hanno sicuramente tenuto d’occhio».

I familiari, ieri mattina, erano usciti attorno alle 10,30. Alle 13,30 è avvenuto il raid, a tre ore di distanza. Con una velocità incredibile: in dieci minuti, i quattro, sono entrati e usciti dall’appartamento, il cui ingresso affaccia direttamente sulla strada. Non si sono minimamente preoccupati che qualcuno, a quell’ora, potesse vederli. E in effetti sono stati notati eccome. «Un vicino – prosegue il proprietario – ha fatto tutte le foto, descrivendo la situazione alla polizia. Spero che possano essere individuati, anche se denunciandoli poi rimarrebbero sempre in giro a rubare. Non sono molto ottimista: il reato di furto non è punito così severamente, eppure le conseguenze per me, come per tutte le vittime che li subiscono, sono elevate. Non sa quanto tempo ci abbiamo messo a comprare tutta quella roba… ora non c’è più niente, ci hanno portato via anche diversi regali. Siamo veramente sotto choc».

Sul posto, nel primo pomeriggio di ieri, sono intervenuti gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca. I poliziotti hanno parlato con il proprietario di casa e il testimone oculare, raccogliendo elementi utili alle indagini che passeranno ora al vaglio della Squadra mobile di via Fiume, coordinata dal vicequestore Riccardo Signorelli.

Al proprietario di casa ora non resta altro che concludere l’inventario, sperando di non scoprire ulteriori ammanchi: «Lunedì (domani ndr) andrò a sporgere querela. Sperando che riescano a trovarli, ma sono scettico». 

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