Spagna sulla Torres del mondo: alla Roja il titolo iridato grazie al gol dell’attaccante del Barcellona
Argentina in dieci uomini per tutti i supplementari: il colpo del ko arriva al minuto 106 quando la torre di Nico Williams, che salta sulla testa di Otamendi, dà l’assist alla conclusione vincente di Ferran Torres
Una battaglia infinita. Ma stavolta vince la più forte, vince chi ha meritato. É la Spagna a salire sul tetto del mondo, mettendo in bacheca il suo secondo Mondiale. E se nel 2010 in Sudafrica era stato Iniesta a deciderla al 116’ contro l’Olanda, stavolta è stato Ferran Torres al 106’ ad abbattere la resistenza dell’Argentina.
La partita
Partita abbastanza piatta nel primo tempo, anche se l’impatto della Spagna è senza dubbio migliore. Anzi, subito in avvio (tra 4’ e 5’) Yamal ha due occasioni d’oro ma non le sfrutta. Un doppio spavento che probabilmente lascia il segno sulla testa dell’Argentina: la squadra di Lionel Scaloni fiuta il pericolo e si arrocca, rinunciando quasi a giocare. Pensate, Messi tocca il primo pallone dopo 15 minuti.
La Spagna tiene il pallino del gioco ma manca il guizzo, Yamal è coinvolto nella manovra ma si perde negli ultimi 20 metri. Lisandro Martinez si prende il primo giallo del match, poi poco dopo è costretto al cambio per un problema muscolare: al suo posto dentro Otamendi. Le occasioni da gol non arrivano, la Spagna gioca bene però continua a non trovare la strada per concretizzare. Il tutto mentre l’Argentina a tratti fatica anche ad arrivare sulla trequarti avversari.
E così il pubblico, per accendersi, deve attendere l’intervallo quando Madonna, Justin Bieber e Shakira raccolgono molti più applausi delle due squadre.
Si riparte e non cambia granché. L’Argentina si chiude e gioca duro, più calci che calcio per Paredes, zero occasioni. All’11’ la Spagna ci prova con la grande combinazione che porta Oyarzabal al limite dell'area e l'uno-due con Fabian Ruiz che non si chiude per l'intervento di Otamendi, poi la scivolata decisiva di Montiel a cinque metri dalla porta di Martinez. Ci prova anche il neo entrato Ferran Torres, che colpisce di testa ma trova la risposta -di Dibu Martinez.
L’espulsione di Enzo Fernandez
L’Argentina perde anche Montero, il Ct Scaloni mette dentro Simeone (quinto cambio) al posto di De Paul lasciando in panca Lautaro Martinez. La Spagna attacca, Cubarsì spara un missile che Martinez manda in angolo. L’Argentina resta in 10 in pieno recupero per l’espulsione di Enzo Fernandez ma lo 0-0 non si sblocca e si va ai supplementari.
I supplementari
E se già nei 90’ la partita profumava di assedio, potete immaginare cosa succede in 11 contro 10. Martinez si regala subito un miracolo su colpo di testo di Nico Williams, poi poco lo stesso Williams trova la zampata ma l’arbitro annulla per un precedente fallo di Merino su Otamendi.
L’Argentina prova a resistere, si aggrappa alle ultime energie, ma il colpo del ko arriva al minuto 106. Torre di Nico Williams che salta sulla testa di Otamendi e conclusione vincente di Ferran Torres.
Pur in 10 e senza ossigeno, l’Argentina si getta in avanti col cuore e prima Cubarsì salva su Messi e poi al 121’ sul corner di Messi la palla arriva sui piedi di Simeone che, dall'altezza del dischetto spara alto gettando via l’ultima chance.
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