Il Tirreno

Livorno

La sentenza

Livornese di 29 anni condannato a otto mesi per il furto di rasoi elettrici, pile e cosmetici

di Stefano Taglione
Polizia all'Esselunga (foto d'archivio)
Polizia all'Esselunga (foto d'archivio)

Il colpo all’Esselunga: era stato arrestato dalla polizia dopo essere stato sorpreso dalle guardie giurate grazie alle telecamere

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. È stato condannato a otto mesi per un tentato furto all’Esselunga. Si è concluso con una pena sensibilmente inferiore rispetto alla richiesta dell’accusa il processo a carico del ventinovenne livornese Simone Bernini, arrestato dalla polizia a fine maggio dopo essere stato sorpreso a rubare nel supermercato rasoi elettrici, pile e deodoranti.

La sentenza è stata pronunciata dalla giudice dell’udienza preliminare Francesca Mannini, al termine del procedimento che segue la convalida del provvedimento, avvenuta poco più di un mese fa. La pm Alessandra Fera aveva chiesto una condanna a due anni e tre mesi. La giudice, invece, ha inflitto una pena di otto mesi, disponendo contestualmente la scarcerazione dell’imputato e applicando nei suoi confronti la misura dell’obbligo di firma. Bernini è assistito dall’avvocata Barbara Luceri.

L’episodio contestato risale al 29 maggio scorso, quando il giovane era stato fermato all’interno del punto vendita. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva prelevato dagli scaffali diversi rasoi elettrici per un valore di circa 537 euro, oltre a pile di marca “Duracell” e a un deodorante, per altri 15 euro circa. Dopo aver oltrepassato le casse senza pagare, era stato notato dagli addetti alla sicurezza in servizio, che lo stavano monitorando attraverso il sistema di videosorveglianza di ultima generazione.

A quel punto era scattata la richiesta di intervento al 112 e sul posto erano arrivati gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, che avevano bloccato il ventinovenne e recuperato l’intera refurtiva. In un primo momento all'uomo era stato contestato il furto consumato, ipotesi che aveva portato anche all’arresto in flagranza. Successivamente, però, il giudice ha riqualificato il fatto come tentato colpo, ritenendo che non si fosse perfezionata la sottrazione definitiva della merce, poi come anticipato immediatamente restituita al direttore dello store grazie all’intervento della vigilanza e della polizia di Stato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Una maxi rissa a colpi di sedie e bici nel quartiere vip di Forte dei Marmi – Cos’è successo

di Redazione Viareggio
80 Vespa