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Livorno, sequestrati 60 chili di verdesche per le crociere: erano protette


	Il sequestro
Il sequestro

Non possono essere esportate: la “love boat” batteva bandiera extracomunitaria. Sigilli anche a tre chili di caviale russo

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LIVORNO. Sessanta chili di verdesche e tre di caviale di storione russo destinate a due navi da crociera sono state sequestrate sul porto di Livorno dalla guardia di finanza e dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli nell'ambito di una serie di controlli sul commercio internazionale di specie animali protette. Le due operazioni, condotte congiuntamente dai militari della squadra operativa “Cites” del gruppo delle fiamme gialle e dai funzionari della sezione antifrode dell’ufficio dei doganieri hanno portato anche alla denuncia dei due esportatori per violazioni della normativa che disciplina il commercio delle specie tutelate dalla Convenzione di Washington (Cites). Il fatto che le “love boat” battessero bandiera extracomunitaria ha fatto scattare l’illecito, che altrimenti non ci sarebbe stato “intra-Ue”.

I controlli sulle navi da crociera

L’attività investigativa si è concentrata su due navi da crociera battenti bandiera di Panama e delle Bahamas che, durante lo scalo nel porto labronico, avrebbero dovuto ricevere provviste di bordo. Grazie all’analisi dei rischi sviluppata congiuntamente da guardia di finanza e Dogane, gli ispettori hanno controllato le forniture destinate all'imbarco, individuando due partite di prodotti appartenenti a specie protette: pesce verdesca (“Prionace glauca”) e caviale di storione russo (“Acipenser gueldenstaedtii”). Secondo quanto ricostruito, i prodotti erano stati regolarmente dichiarati ma mancavano della certificazione “Cites” indispensabile per consentirne l’esportazione nel rispetto della normativa internazionale.

Specie protette

Sia la verdesca sia lo storione russo rientrano infatti nella seconda appendice della “Convenzione Cites”, recepita anche dalla normativa europea, che comprende le specie non ancora a rischio immediato di estinzione ma il cui commercio è sottoposto a rigidi controlli per impedirne il progressivo depauperamento. Proprio l'assenza della documentazione autorizzativa ha fatto scattare il sequestro delle merci, poi confiscate in applicazione della legge 150 del 1992.

Le contestazioni

Al termine degli accertamenti gli operatori hanno contestato violazioni di natura penale nei confronti di due esportatori. La loro posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria. Guardia di finanza e Agenzia delle dogane sottolineano come l’operazione «rappresenti un ulteriore risultato della collaborazione tra i due enti nel contrasto al traffico illegale di flora e fauna selvatiche, un fenomeno che può mettere a rischio la conservazione di specie protette e la biodiversità». 

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