La guida
Livorno, Frangerini si aggiudica all'asta l'area degli orti urbani di via Goito
Offerta di poco sopra al milione, servono 120 giorni per perfezionare la procedura. Ecco l’iter previsto nei prossimi mesi
LIVORNO. La premessa è d’obbligo: la procedura non è ancora chiusa, serviranno altri quattro mesi per perfezionarla. Vuol dire che fino a ottobre, sempre che non ci siano sorprese, non ci sarà il passaggio vero e proprio di proprietà, l’acquisto insomma. Ma la notizia resta ed è una di quelle che non passano inosservate: gli oltre sei ettari di terreni che si affacciano su via Goito e che furono della cooperativa Clc (fallita nel 2022) sono stati aggiudicati all’asta all’impresa Frangerini.
Così a fare l’offerta più alta non è stata qualche realtà in arrivo da fuori città o da fuori regione, come qualcuno si aspettava considerando la delicata battaglia che va avanti da quattordici anni su quei terreni, appetibilissimi ma in parte occupati: a farsi avanti è stato uno dei principali costruttori livornesi, Stefano Frangerini, già presidente di Ance Toscana e della Cassa edile di Livorno.
Lo stesso Frangerini che con la sua impresa ha firmato alcuni dei principali interventi che hanno interessato Livorno negli ultimi anni: il restauro del Palazzo Allievi dell’Accademia Navale (appalto da 40 milioni di euro), il restauro delle Terme del Corallo, il nastro appena tagliato sotto ai portici di via Grande, i lavori in dirittura d’arrivo al ribattezzato Cubone, il nuovo impianto sportivo venuto su alla Scopaia e contestato dal comitato del No.
La battaglia del collettivo
Un altro comitato, un collettivo, quello degli orti urbani (che sono più di cento) si batte invece da anni per impedire che vengano costruite case nel polmone verde che si trova tra via Goito, via dell’Ambrogiana, via dell’Erbuccia e via da Verrazzano, tra il lungomare e il centro.
L’ultima assemblea tra gli orti c’è stata il 4 luglio, dopo l’asta in tribunale, e gli occupanti sono tornati a promettere battaglia contro «svendita» e «cementificazione». Si vedrà quali saranno le reazioni alla notizia dell’aggiudicazione dei terreni all’impresa Frangerini, che sulla carta – almeno stando alle indicazioni del Piano urbanistico della città – sarà chiamata a costruire un quartiere green, con bioedilizia, efficientamento energetico, verde.
L'asta
Prima dell’ultima asta del 23 giugno scorso, la quarta in ordine di tempo, i tentativi di vendita dell’area erano sempre andati deserti. Con il risultato che il prezzo è crollato, tanto che all’ultimo giro l’offerta minima è stata fissata sotto il tetto del milione (973.899 euro). Per rendere l’idea: nel maggio dello scorso anno la procedura era partita da un prezzo base di poco superiore ai 3 milioni di euro (con un valore di mercato di tutta l’area stimato inizialmente intorno ai 3 milioni e 420mila euro).
Alla fine di offerte ne sono arrivate due. A quanto risulta al Tirreno, oltre a Frangerini si è fatto avanti un gruppo di operatori economici fiorentini. Così il 23 giugno è scattata la proceduta competitiva, che è andata avanti per via telematica per una settimana, fino a martedì 30. Alla scadenza, ad aggiudicarsi i terreni è stato il costruttore livornese, che ha offerto un milione e 160mila euro, al netto delle spese. Ora avrà tempo 120 giorni per il saldo del prezzo e delle spese accessorie (oneri, imposte e così via). E solo a quel punto l’acquisto sarà completato.
Si andrà all’autunno insomma. Mentre ci sarà da affrontare il delicatissimo capitolo della liberazione delle aree.
Dove e quanto si può costruire lo dicono gli strumenti urbanistici della città, con il Piano operativo entrato in vigore nel 2025. «La proposta progettuale per la realizzazione di un intervento residenziale e di un parco urbano – si legge nella scheda AT03 – è stata oggetto di apprezzamento da parte della giunta nel 2017. Il Piano operativo conferma tale previsione, ossia il completamento residenziale con contestuale cessione e realizzazione di un parco urbano, con spazi dedicati all’agricoltura urbana e per la fruizione ludico-sportiva delle aree a verde».
Quattro nuovi palazzi
Detto fuori dai tecnicismi: nell’area si potranno costruire quattro nuovi palazzi di quattro piani (in che posizione è indicato nella scheda che pubblichiamo in pagina), ma chi costruirà dovrà sistemare e cedere al Comune l’80 per cento dei terreni oggi privati, destinati ad aree verdi, parco e spazi per l’agricoltura urbana (più 2mila metri di parcheggi e viabilità). I numeri indicati nella scheda di piano sono questi: 61.450 metri quadri di superficie totale, 47.450 metri di aree a verde, 4.500 metri edificabili (per una superficie fondiaria di 10.800).
Chi si batte contro questa previsione aveva chiesto più volte al Comune di acquistare direttamente l’area o di esporsi anche al rischio di contenziosi da parte dei creditori di Clc, cancellando del tutto la possibilità di costruire. Un’operazione su un’area privata che l’amministrazione ha giudicato non sostenibile, rispondendo di aver ridotto gli indici edificatori, con la previsione di trovarsi in mano l’80 per cento dei terreni verdi senza spendere un euro.
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