Il Tirreno

Livorno

Dati e scenari

Porti italiani, un 2025 coi fiocchi

di Maurizio Campogiani

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Presentato il report annuale del Centro Studi Srm Intesa San Paolo: traffici in crescita del 3,5%

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LIVORNO. Un 2025 di belle notizie. È quanto emerge dal tredicesimo rapporto annuale “Italian Maritime Economy 2026” realizzato dal centro studi SRM e da Intesa San Paolo. La notizia più importante del rapporto riguarda i traffici, che lo scorso anno sono cresciuti arrivando a sfiorare i 511 milioni di tonnellate di merce, suddivise tra 186 milioni di rinfuse liquide, 132 di container, 122 di ro-ro, 53 di rinfuse solide e 17,5 di altre merci.

L’incremento rispetto al 2024 è stato del 3,5% e si tratta di un dato assolutamente importante, considerate le tensioni di carattere internazionale che in molte situazioni hanno determinato rallentamenti se non veri e propri stop dei collegamenti marittimi e viari. Sulla base della ricerca condotta da SRM, l’impatto economico nel 2025 dell’import-export via mare è stato pari a 312 miliardi di euro. In questo contesto, il Mediterraneo è andato sviluppando ulteriormente il suo ruolo, passando da mare di transito a mare di traffico.

Solo nel 2025 i teu movimentati sono stati 72,6 milioni, con un incremento del 5,9% e le previsioni parlano di una ulteriore crescita nel prossimo quinquennio, tale da portare nel 2030 ad un + 15%. Buono, per i porti italiani, anche il riscontro per quanto riguarda l’efficienza delle operazioni in banchina. Nel ranking mondiale, l’Italia si trova al 57° posto e fa meglio, tanto per fare un esempio, di Stati Uniti e Spagna. 

Per quanto riguarda la portualità nazionale, andando a compiere un’analisi del quinquennio 2021-2025, in grande crescita le rinfuse liquide (+14%) e i container (+13%), stabili le merci su navi ro-ro, mentre sono diminuite le tonnellate di rinfuse solide (-7%) e delle altre merci (-14%). I porti leader per quanto riguarda il settore del gas sono Livorno e Piombino.

Infine, per quanto riguarda l’intermodalità la rete ferroviaria si conferma sempre più strategica a livello di collegamenti con le banchine, anche se la presenza di treni merci con origine o destinazione nei porti italiani è diminuita di oltre 2.500 unità nell’ultimo quinquennio e dell’8,5% dal 2022 al 2025. Tra le poche realtà in crescita in questo specifico contesto Livorno Calambrone, con un +2,5%.

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