Il Tirreno

Livorno

Il caso

Accasciato in strada o nei letti d’ospedale: la difficile gestione a Livorno dello straniero molesto

di Stefano Taglione
L'uomo mentre dorme al pronto soccorso
L'uomo mentre dorme al pronto soccorso

Il quarantunenne, il cui iter di espulsione è in corso, quando è ubriaco diventa aggressivo. Rifiuta ogni aiuto, l'assessore al sociale Andrea Raspanti: «Con i servizi sociali stiamo provando a dargli una mano, ma rifiuta ogni aiuto, è fuggito anche da una comunità terapeutica»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Si è sdraiato all’ingresso dell’ospedale, quello di via della Meridiana, litigando con le guardie giurate in servizio alla portineria. Dopo che, sempre nei giorni scorsi, aveva seminato il panico al pronto soccorso, gettandosi per terra e salendo con i piedi sporchi perfino sui letti utilizzati dai pazienti. Ma non solo: nella sala d’attesa, nelle sue varie scorribande, ha provocato il panico, costringendo alcune persone alla fuga.

Il quarantunenne nigeriano immortalato nelle scorse notti sdraiato sulle strisce pedonali fra piazza della Repubblica e via de Larderel ha nuovamente provocato scompiglio in città, stavolta in viale Vittorio Alfieri. «Tutte le notti è così, chiede di essere visitato facendosi refertare, ma non ha alcun problema di salute e il suo unico obiettivo è trovare un posto dove dormire», spiega chiedendo l’anonimato un sanitario dell’Asl Toscana nord ovest, esasperato come i colleghi dal comportamento del cittadino africano, che si inserisce in un contesto già problematico, con diversi fra pazienti e familiari che creano tensione e paura fra le mura ospedaliere.

Due sere fa l’ultimo episodio, prima in via della Meridiana, poi direttamente al triage dove sono dovute intervenire nuovamente i vigilantes, che lo hanno piantonato per 25 minuti in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. Polizia e carabinieri, già varie volte, hanno dovuto rispondere alle chiamate preoccupate del personale pubblico per proteggerlo dall’uomo, che ha evidenti problemi quantomeno di alcolismo, visto che qualche giorno fa in piazza Garibaldi, durante la manifestazione “Garibaldissima”, dopo essersi mostrato pacifico avrebbe iniziato a consumare birra e, fuori di sé, a un certo punto si sarebbe aggrappato a un anziano lì per gli spettacoli facendolo cadere per terra. La situazione, in quel caso, si è risolta con l’arrivo della polizia municipale, allertata dal sindaco Luca Salvetti, che ha immobilizzato e calmato il quarantenne.

Ma, ormai da giorni, nelle varie zone da lui frequentate c’è insofferenza. Sui social, ogni notizia che lo riguarda, è bersagliata da insulti irripetibili. E le persone chiedono alle istituzioni di fare qualcosa. Ma a chi? Reati, quantomeno gravi, non ne compie, visto che sdraiarsi sulle strisce pedonali non rappresenta un illecito penale. Può esserlo creare scompiglio al pronto soccorso, un’interruzione di pubblico servizio ad esempio, ma deve protrarsi per essere definito tale e di certo non può portare da solo a un provvedimento restrittivo. Di certo, lui, in viale Alfieri ha fatto oltre 60 accessi. E al tribunale di Bari c’è un procedimento in carico per l’espulsione dall’Italia, con l’iter che è quindi in corso.

«La situazione non è semplice, perché o viene fatto un Tso, che è una sospensione del diritto costituzionale e deve essere motivata, o c’è un provvedimento dell’autorità giudiziaria – spiega l’assessore al sociale, Andrea Raspanti –. In ogni caso questi non sono immediati e nel frattempo magari continua a rappresentare un elemento di disturbo per la popolazione. Come Comune e servizi sociali stiamo facendo il possibile, ma il presupposto è che quest’uomo decida di voler intraprendere un percorso di inclusione, ma per il momento non vuole essere aiutato e noi non possiamo costringerlo. Fra l’altro, da quanto so, pur non avendo il permesso di soggiorno era stato inserito in una comunità terapeutica dalla quale si è allontanato». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Il lutto
Musica

È morto Peppino di Capri: gli studi da bambino, la vocazione e i successi

di Redazione web
80 Vespa